La padovana Marina Enrichi vince un premio con una poesia dedicata alla Cappella degli Scrovegni

Si aggiudica l’edizione 2024 del premio nazionale organizzato dalla rivista “La Nuova Tribuna Letteraria”

In provincia di Padova, ininterrottamente da 35 anni, viene pubblicata “NTL La Nuova Tribuna Letteraria”, periodico di letteratura e arte con uscite trimestrali fino al 2022 e quadrimestrali dal 2023. Nota e apprezzata negli ambienti culturali, è una pubblicazione che ha lettori e collaboratori in tutte le regioni italiane, ma distribuita soltanto per abbonamento e non reperibile in edicole o librerie. Per tradizione consolidata, la testata organizza annualmente un concorso che premia, attraverso il voto della redazione e dei lettori, una poesia tra quelle proposte dagli abbonati nel corso dei dodici mesi precedenti. Per il 2024, con proclamazione sul numero 155 uscito a febbraio, è risultata vincitrice – prevalendo sulle opere inviate da autori di tutta Italia – una composizione della padovana Marina Enrichi, attuale presidente della sezione cittadina dell’Ucai, Unione Cattolica Artisti Italiani: la lirica prescelta, ispirata a quel capolavoro universale che è la Cappella degli Scrovegni, costituisce anche un esplicito e sentito omaggio alla città e al patrimonio mondiale d’arte, cultura e fede che vi è custodito. La stessa poesia, poiché il concorso era aperto anche a composizioni già edite, è presente nel volume “Omaggio a Padova Urbs Picta”, apparso lo scorso luglio sotto l’egida dell’associazione Vecia Padova e da allora ampiamente diffuso in ambienti e luoghi di cultura non soltanto locali.

CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Una Oooh di stupore sul viso

come il cerchio perfetto

così leggendario

che un giorno tracciasti.

E la storia di Dio

che si fa storia umana

ci conquista improvvisa al vederla.

Troppi anni di vita

chiederebbe il racconto

che tu, Giotto, dispieghi

su pareti affrescate al Divino

che in ognuno di noi

nel profondo dimora.

Ho negli occhi l’incontro alla porta dell’Oro

dei due Coniugi Santi

il castissimo bacio dell’amore sponsale.

Ho negli occhi la roccia che precipita al suolo

dove il Cristo deposto viene accolto

e da mani e da braccia protese

dal dolore straziate.

Nell’azzurro sovrano impazziscono gli angeli.

Terra al cielo si fonde

nel compianto al Messia.

Ma soltanto l’umano percorso è concluso

“Ora tutto è compiuto” disse il Figlio dell’Uomo.

Ma i colori di Giotto danno gloria e splendore

al Risorto Signore.

E tu piccola chiesa,

famosissima al mondo

che Scrovegni ti chiama,

puoi riprendere ancora

il tuo titolo antico

alla “Carità Santa di Maria” dedicata.

                                                                       Marina Enrichi

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