Gruppi di lettura: crescita culturale reciproca e occasione di amicizia
Il nostro ritrovarci, dopo anni di lontananza (gran parte dei partecipanti erano compagni di gioventù), aveva anche il senso di riallacciare i fili, compartecipare alle nostre vite mutate nel tempo e, forse, una certa fiducia nei miei suggerimenti accresceva il desiderio di leggere.
Ora che i Gruppi di Lettura si sono diffusi e costituiscono una presenza costante, soprattutto nella fascia di popolazione “pensionata” e femminile, tento una definizione di questa attività: si tratta di un gruppo di persone che leggono in modo e tempo personale il libro stabilito, per poi condividerne impressioni, critiche e apprezzamenti. Questa condivisione è attività sociale che promuove “relazione”, superando l’isolamento e la solitudine, attività civile perché confronta e dialoga, come trasmissione gratuita d’esperienza, attività intellettuale che abbraccia e include le differenze, stimolandone lo sguardo. Se poi, dopo l’incontro, si continua con momenti goderecci, a volte ispirati ai nostri stessi libri, la socializzazione è completa e procede liberamente oltre l’argomento.
Aspetti di funzionamento di un Gruppo di Lettura
Ogni gruppo che si rispetti ha un nome e una casa: ci siamo trovati all’inizio in un bar, prima dell’ora dell’aperitivo, e da tempo abbiamo casa presso una delle generose partecipanti (e ora, quando tutti portano qualche genere di conforto, diventa una vera merenda-aperitivo).
Il nostro nomeufficiale è Circolo di Lettura Amiche e Amici di Chiara e abbiamo un gruppo whatsapp, oltre ad un indirizzo mail dedicato. Il numero ideale di partecipanti è di dieci persone, per permettere a tutti di esprimersi con scioltezza, ma si può leggermente allargare quando il gruppo è rodato e sa rispettare i tempi stabiliti. Dipende anche dalla capienza dell’ambiente che ci ospita.
I gruppi, per vivere bene, hanno bisogno di qualche diversa competenza che assista il cammino: sono il coordinatore o coordinatrice dei contenuti e quello, o quella, responsabile dell’organizzazione degli incontri. In tutti questi anni mi sono assunta il compito di formulare proposte di temi o filoni di lettura, di stendere programmi e gestire la scelta dei libri da leggere: generalmente studiando ma, soprattutto, ricercando veri esperti in grado di consigliare i romanzi attuali che meglio rappresentino la realtà dell’argomento che vogliamo indagare. La professoressa Itala Vivan per l’Africa, la traduttrice accreditata Silvia Cosimini per l’Islanda e per l’India, per l’Albania la scrittrice Elvira Dones, per gli scrittori migranti dalla Croazia la scrittrice Vesna Stanic.
Creato il programma(cominciamo con cinque libri e, se il tema interessa, proseguiamo), lo abbiniamo al calendario mensilee spesso invitiamo i nostri consiglieri ad arricchire il discorso di persona. In molti gruppi la scelta dei libri è un argomento delicato che dice della democrazia nel gruppo, una procedura che si ripropone ad ogni incontro dato che i libri non seguono un filo continuo. Nel nostro caso la scelta è una, annuale e “poco democratica”, ma non mancano possibilità di integrazioni suggerite dai partecipanti… senza pericolo di pene corporali. Abbiamo seguito quel che giornali e social media enfatizzavano per due anni, staccandoci dal primo modello, e in seguito la richiesta di continuare con la nostra modalità consueta ci ha riportati su tempi lunghi e aperti.
Un esempio per tutti: si comincia a parlare di Albania come meta nuova di vacanze, di viaggi, si avvia la ricerca di persone di origine albanese, tra una scrittrice nota, esce un film Vergine giurata, bisogna includere Ismail Kadarè, si sente parlare di Kanun, storie di famiglie ai tempi della chiusura del paese. Scelto il tema, ognuno si attiva come preferisce: chi suggerisce film, chi ama le genealogie, chi cerca l’approfondimento storico, chi segue l’attualità e tutto viene condiviso attraverso una chat di gruppo su whatsapp.
Leggiamo solo romanzi per i nostri incontri mensili, convinti come siamo che le storie siano trame di relazioni, vite che si incrociano, tessute di decisioni individuali e collettive, eventi concatenati nel tempo, ragioni nascoste ed effetti talvolta inaspettati. Il tutto avviene nel tempo e nello spazio, che aggiungono una prospettiva storica senza trascurare le emozioni e le sensazioni dei suoi protagonisti. Perciò là dove “ci sono cose che gli storici possono anche non vedere” (Joseph Roth), la letteratura completa il racconto, in un percorso di immersione nel clima culturale e di immedesimazione con i personaggi che vediamo vivere nel racconto.
Nella gestione dell’incontro, cerchiamo di seguire una breve traccia per iniziare e consideriamo titolo, esergo, incipit e punto di vista, poi definiamo il dove e il quando la storia è sviluppata. A questo punto, le osservazioni corrono e contribuiscono a sgranare la vicenda e la sua scrittura. Il mio intento è stato quello di superare il mi piace/non mi piace e le partecipanti sono diventate acute osservatrici, ognuna con la propria affinità. Una ha uno sguardo più analitico, attenta ai processi, un’altra è più attenta agli sfondi. Naturalmente è necessario che tutti leggano il libro del mese. Abbiamo anche il nostro unico lettore che, oltre a rappresentare la categoria – quando riesce, direbbe lui – esercita un’efficace vigilanza sulle questioni organizzative e riesce a condensare i libri in modo magistrale.
Vi chiederete se questa esperienza è positiva e risponderò con alcune reazioni dei partecipanti, appositamente consultati.
A. La tecnica di leggere e commentare un libro al mese è un tassello fondamentale della riuscita: ognuno trova aspetti, dettagli, osservazioni che gli erano sfuggiti arricchendo così la consapevolezza del lavoro svolto, accrescendo l’impegno e la propria attenzione, dovendo relazionare in gruppo. Partecipare seriamente al Gruppo di Lettura è un arricchimento cognitivo e culturale, tanto più necessario quanto più l’età o altre distrazioni limitanti tendono a farci rinchiudere ognuno nel proprio guscio.
B. Con pazienza e competenza, ci si è aperta una grande finestra sul mondo e, insieme, abbiamo percorso la strada delle parole. Libro dopo libro, anno dopo anno, le parole acquisivano nuovo significato. Ci hanno reso lettori curiosi, attenti, capaci di apprezzare metafore, immagini inaspettate, sentimenti e differenti stili di scrittura. Nuovi e sorprendenti punti di vista hanno trovato casa dentro di noi, favorendo la crescita di ognuno.
C. Comunque, il risultato della lettura di gruppo è diverso dalla lettura individuale. Molto spesso gli altri, e lo dico con un po’ di invidia, mi hanno fatto notare dettagli anche importanti che mi erano completamente sfuggiti: quindi un grande arricchimento!
D. Il Circolo di Lettura mi ha fatto leggere libri che da sola non avrei letto e autori nei quali non mi sarei imbattuta. Ci sono state anche occasioni in cui ho notato che abbiamo anticipato temi importanti nelle nostre discussioni (Yugoslavia, Islanda).
E. Il Circolo ha permesso la conoscenza di altre persone diverse da me, molto più colte e più disponibili a mettersi in gioco. Interessante è anche osservare l’esperienza di coordinamento, che cambia secondo la presenza di diversi partecipanti.
F. Abbiamo imparato tanto, in modo indiretto, dei paesi di cui abbiamo letto nei romanzi e che rimangono nella nostra attenzione nel tempo.
G. È anche diventato un gruppo di amiche, uno sprazzo e spazio di relax e convivialità nella vita quotidiana.
Abbiamo verificato che ciascuno rimane un lettore unico e particolare ma, nel gruppo, è sempre in relazione con altri e nella relazione c’è scambio. Un’esperienza simile a quella del dono: gratuità di pensieri ed emozioni generati dalla lettura che raccontano altre storie, quelle nuove che sorgono dalle riflessioni e condivisioni di chi partecipa.
Sono grata alle mie compagne e ai miei compagni di viaggio nelle letture perché mi “costringono” a non smettere mai di porre grande attenzione e cura in questo percorso. Grata per quel che ho imparato da loro e per l’amicizia di cui sono stata circondata.

