Piero Benvenuti, tra… Elon Musk e le stelle

Su Il popolo veneto di gennaio Paolo Giaretta, nel suo articolo sull’Orchestra di Padova e del Veneto scrive: … mi limito qui a ricordare alcuni eventi che hanno visto come protagonista OPV a servizio di un grande pubblico. Un prodotto innovativo di grande successo sono stati i due concerti in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica, la sinfonia “La Grande” di Franz Schubert e la suite “I Pianeti” di Gustav Holst, accompagnate da filmati con le più avanzate e suggestive immagini planetarie e del cosmo; ognuno con oltre 1300 spettatori nel nuovo centro congressi di Padova, uno dei due concerti è stato anche proposto in occasione del congresso europeo di astrofisica tenutosi nella città euganea, presentando questa innovativa produzione ad una qualificata platea di scienziati europei e affiancando così, alla qualità della ricerca scientifica svolta dalla realtà astrofisica padovana, l’eccellenza della produzione musicale, della quale si è avviata una circuitazione nazionale…

Questa notizia mi ha fatto ricordare Piero Benvenuti, di Conegliano, astrofisico e professore emerito dell’Università di Padova e anche direttore del Centro della protezione del cielo dell’Unione Astronomica Internazionale ( IAU ). Tale istituto ha una rappresentanza all’ONU e ultimamente ha presentato un documento in cui si parla del rischio dei detriti spaziali. Infatti oltre alla Cina, anche Musk con la sua SpaceX ha in programma di lanciare una rete di 40000 satelliti a bassa orbita. Tale programma incita altre agenzie spaziali ad emularlo tanto che si prevede una rete di oltre un milione e mezzo di satelliti. Tutto questo per migliorare e velocizzare la connessione internet. Ma il rischio sta nel fatto che abbassandosi la quota di orbita i satelliti a contatto con l’atmosfera si frantumano in migliaia di pezzi che inquinano e rendono possibile lo scontro tra di loro. Il prof. Benvenuti in una recente intervista ha affermato: “… Questo aspetto preoccupante dell’evoluzione delle attività spaziali non è messo ben in evidenza dalla stampa, preferendo la pubblicizzazione degli aspetti positivi delle interconnessioni. Sarebbe interessante invece imparare dai disastri ambientali provocati dai residui di plastiche negli oceani e nei deserti. Si preferisce invece rimanere incantati dalle sirene del digitale ultraveloce”.

Ma torniamo tra le stelle per raccontare del grande riconoscimento dato a Piero Benvenuti. A Città del Capo nell’agosto dell’anno scorso, durante la chiusura della XXXII Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale, due asteroidi hanno ricevuto il nome di “Piero Benvenuti” e di “Umberto Benvenuti”, figlio di Piero scomparso nel 2005.

I nuovi nomi sono apparsi, uno accanto all’altro, nell’ultimo bollettino della predetta Unione con questa descrizione:

(5727) Piero Benvenuti = 1988BB4
Scoperta: 1988-01-19 / H. Debehogne / La Silla / 809
Intitolato all’astronomo italiano Piero Benvenuti (nato nel 1946), in segno di apprezzamento per il suo lungo servizio all’astronomia come Segretario Generale dell’IAU (2015-2018) e come GS ad interim (2023-2024).

(5728) Umberto Benvenuti = 1988BJ4
Scoperta: 1988-01-20 / H. Debehogne / La Silla / 809
Intitolato alla memoria di Umberto Benvenuti (1989-2005), figlio di Beatrice e Piero Benvenuti. Umberto amava esplorare la galassia con il fratello e il migliore amico Eugenio a bordo delle loro astronavi immaginarie. Ha dato alla sua famiglia la forza di affrontare qualsiasi difficoltà e l’ha aiutata ad apprezzare che siamo tutti parte dello stesso universo.

Piero Benvenuti per tale avvenimento ha rilasciato questa dichiarazione: Sono rimasto profondamente commosso da questo eccezionale segno di amicizia. I due asteroidi sono stati scoperti insieme a mio figlio, e insieme rimarranno per sempre. Umberto ci ha insegnato che le relazioni vere vanno oltre la fisicità, superano il tempo e lo spazio, sono nelle braccia dell’eternità, e ora che egli sorride a tutti dal cielo, mi auguro che possa inviare a tutti voi gli stessi sentimenti di pace e speranza.

L’IAU è stata fondata nel 1919 e oggi è composta da 12000 astronomi professionisti provenienti da 75 nazioni con delicatissimi compiti scientifici, ma anche con uno poetico: quello cioè di dare un nome, non un codice, agli asteroidi.

La fascia di questi piccoli corpi celesti è la regione situata tra Marte e Giove dove si trova il maggior numero di asteroidi presente nel Sistema Solare e segna il confine tra la zona dei pianeti rocciosi interni e quella dei giganti gassosi esterni. È anche chiamata la fascia principale degli asteroidi per distinguerla dalla fascia di Kuiper. La fascia principale ospita quattro corpi maggiori: Cerere, Vesta, Pallade ed Igea. A questi si aggiungono milioni di corpi minori.con il diametro superiore al km e ancora altri milioni di corpi rocciosi più piccoli. Fino ad aprile 2022, gli astronomi hanno scoperto e catalogato 598053 asteroidi presenti nella zona.

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