Villa Zaguri a Padova: da bene destinato ai poveri a sede di un colosso del lusso

(Villa Zaguri oggi, dall’argine del Brenta)

La Villa Zaguri sul Brenta ad Altichiero

Villa Zaguri si trova ad Altichiero, quartiere a nord di Padova, lungo il Brenta, in prossimità dell’uscita dal casello autostradale di Padova Ovest. I dati archivistici a oggi disponibili, come riportato nel volume Ville Venete (Marsilio 2001), curato da Nicoletta Zucchello, iniziano con una Condizion del 1582 in cui Anzolo e Batta Zaguri dichiarano di possedere ad Altichiero una casa dominicale e 56 campi, che diventano 69 nel 1617. Nel 1698 un inventario notarile descrive la villa come “un vero dedalo di cameroni, camerini e camere, identificabili dall’essere sopra o sotto o a destra o a sinistra di tinello, caneva, cucina, lisiera, stalla e chiesa. In tale inventario viene poi annotato tutto l’arredo e le suppellettili presenti, stanza dopo stanza”. Nel 1763 Pietro Angelo Zaguri acquista dalla Repubblica di Venezia il diritto di “Osteria, magazzen e bettola in Villa Altichiero e Villa Crose”. L’osteria è l’odierna Antica Trattoria Bertolini”.

Oggi la villa è tornata al suo antico splendore grazie al recente restauro, realizzato dall’attuale proprietà anche con fondi pubblici. Gli Zaguri, patrizi veneziani di origini albanesi provenienti dal Cattaro, avevano un palazzo anche in Campo San Maurizio. Un ponte a Venezia, su Rio de San Maurizio, porta ancora il loro cognome.

Marco Zaguri, ultimo erede, vescovo di Vicenza, lascia tutto ai poveri

Marco Zaguri nacque a Venezia nel 1738 da Pietro Angelo e da Caterina Corner. Nel 1806 rimase l’ultimo erede della famiglia, che alla sua morte si estinse. Studiò nel collegio gesuitico di Bologna, nell’Università di Padova, dove si laureò in utroque iure e a Roma, dove perfezionò i suoi studi teologici. Viene ordinato sacerdote nel 1763.

Conosceva molto bene le opere di Spinoza, Bayle, Voltaire, Montesquieu, Rousseau, Helvétius e La Mettrie. Nel 1777 fu nominato vescovo di Ceneda e nel 1785 papa Pio VI lo trasferì alla più prestigiosa cattedra vescovile di Vicenza. Nel 1804 l’imperatore d’Austria ne propose addirittura la promozione a patriarca di Venezia, che però rifiutò per gravi motivi di salute.

Morì a Vicenza il 12 settembre 1810 e venne sepolto nel duomo, dopo aver nominato suo erede universale il Comune e destinato le rendite dei suoi beni “alli poveri bisognosi infermi e indigenti vergognosi non questuanti domiciliati dentro le mura della città e dei borghi” cittadini (Testamento, 1810).

Straordinaria figura di prelato e di uomo di cultura, seppe ben destreggiarsi a difesa della chiesa in un periodo di grandi cambiamenti quale fu quello tra la fine della Repubblica di Venezia e l’epoca napoleonica. Peccato però che le sue volontà testamentarie non siano state rispettate, come tra l’altro è spesso accaduto anche in altri contesti.

Villa Zaguri oggi headquarter di Keryng Eyewear

(Il cantiere di Kering Eyewear presso  Villa Zaguri, visto dall’argine del Brenta)

Nel 2021 la società Kering Eyewear, già insediata presso Villa Zaguri, chiede ed ottiene dal Comune di Padova di trasformare l’area adiacente la villa da verde pubblico attrezzato ad area destinata ad attività produttiva, richiesta comportante una specifica variante urbanistica.

Come si legge nella documentazione allegata alla delibera del Consiglio Comunale di Padova, disponibile in rete, “Kering Eyewear è una società di primario rilievo internazionale, appartenente al Gruppo Kering, che si occupa della progettazione, dello sviluppo, della realizzazione e della distribuzione di articoli di eyewear di marchi di lusso della moda, che ha sede proprio nel complesso monumentale denominato Villa Zaguri, ubicato in zona Altichiero, di proprietà di ISA, Incremento Sviluppo Agricolo S.p.A., nella sua disponibilità in forza del contratto di locazione sottoscritto in data 2 settembre 2014”.

Kering Eyewear, per ottenere la variante urbanistica, fa presente che, “in ragione delle sopravvenute esigenze di rinvenire nuovi spazi”, ha presentato richiesta al Comune di Padova per un ampliamento, su corpo edilizio separato, della esistente sede di Villa Zaguri.

La documentazione parla chiaro: agli 820 mq. di superficie coperta della villa, Kering Eyewear ottiene in aggiunta per l’headquarter altri nuovi 8830 mq., sempre di superficie coperta.
Strana e discutibile delibera, a dire la verità, quella approvata dal Consiglio Comunale di Padova il 4 marzo 2022, approvata tra l’altro con soli 17 voti favorevoli (il numero minimo necessario per la validità della seduta) e con l’assenza, chiaramente voluta, ma anche molto discutibile, di tutta l’opposizione.

Per fortuna il parere della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio ha fatto sì che l’altezza del nuovo fabbricato fosse di 13 metri, e non di 24, come previsto dal progetto iniziale. Sarebbe stata una torre di forte impatto ambientale, a ridosso dell’argine del Brenta, quello citato da Dante nella Divina Commedia (Inferno, XV, vv. 7-8) e costruito proprio a difesa dei padovani dalle piene del Brenta.

E lascia comunque molte perplessità anche tutta questa vicenda di Villa Zaguri, le cui rendite dovevano per volontà testamentaria dell’ultimo erede essere destinate esclusivamente al sostentamento dei poveri, ma finite poi in tutt’altra direzione.

(Il cantiere di Kering Eyewear, visto dalla strada principale)

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