Il corpo all’ombra del progresso: alla Torre Archimede la sfida futurista
IL CORPO ALL’OMBRA DEL PROGRESSO: ALLA TORRE ARCHIMEDE LA SFIDA FUTURISTA
Che cosa rimane dell’anima quando i confini tra natura, tecnologia, sorveglianza e algoritmi digitali tramontano? È intorno a questo nodo drammatico e attuale che ruota la prima nazionale di Manifesto for a Damaged Soul, la nuova performance creata e interpretata dal danzAutore Toni Flego. Inserito nel programma del Padova Festival Internazionale La Sfera Danza 2026, lo spettacolo abbandona l’impostazione teatrale classica per insediarsi all’interno della Torre Archimede. Collocare un corpo che ricerca la sua natura danzando in un polo accademico dedicato alla scienza, significa creare una connessione diretta tra la ricerca della conoscenza e la spiritualità attraverso l’arte.
Un paesaggio distopico tra Tarkovskij, Haraway e Orwell
Il progetto artistico di Toni Flego attinge da un immaginario visivo e filosofico ben delineato. Da un lato emergono le atmosfere rarefatte e ipnotiche di Stalker di Andrej Tarkovskij, dall’altro la visione critica del Big Brother di George Orwell e il celebre Manifesto Cyborg di Donna Haraway.
In questa cornice post-apocalittica e new wave, il danzatore trasforma i gesti in pura interferenza, resistenza, estasi e ammirazione nei confronti di un ambiente che sfuma fra il sorgere della tecnologia ed il tramonto della spiritualità, portando all’alba di una nuova consapevolezza umana. Ogni movimento indaga i punti di rottura di una società avvolta dallo sviluppo tecnologico, e modi possibili di ricongiungersi alla propria natura. In una durata di circa 25 minuti e ripetuta sotto forma di un ciclo eterno per un’ora e mezza, l’esibizione è avvenuta l’8 ottobre, permettendo al pubblico di assistere liberamente per il tempo che desiderasse.
Il suono della macchina: Enrico Benato, SaMPL e il Conservatorio Pollini
A dare forma alla composizione è vera e propria architettura musicale dal vivo, curata da Enrico Benato, assistente e ricercatore del laboratorio SaMPL (Sound and Music Processing Lab), parte del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio Cesare Pollini di Padova. Il corpo del danzatore diventa suono e musica attraverso sensori posizionati su braccia e gambe, progettati, costruiti e trasformati in suoni dal musicista stesso. Lo spazio diventa manifestazione di strumenti in Realtà Aumentata, grazie a strumenti sviluppati dal compositore che trasformano i gesti nell’aria in musica, attraverso un computer ed un visore per Realtà Virtuale.
L’ambizioso progetto artistico nasce dalla stretta collaborazione con La Sfera Danza, SaMPL ed il dipartimento di Matematica dell’università di Padova. Le trame elettroniche guidano il movimento, lo provocano e lo rappresentano dal vivo. Suoni futuristici e tecnologici avvolgono gli spettatori, trasformando l’ambiente circostante e il movimento in una narrazione viva e in continua metamorfosi.



Padova capitale dell’avanguardia: un hub artistico proiettato nel futuro
Questa straordinaria produzione dimostra il ruolo centrale di Padova nel panorama culturale europeo, consolidandola come un polo artistico dinamico, moderno e all’avanguardia. La città non è solo custode di un immenso patrimonio storico, ma si distingue oggi come una vera e propria forgia di opere interdisciplinari, capaci di unire e far dialogare istituzioni di prestigio come Università, Conservatorio e Scuola di Danza.
A conferma della sua spinta innovativa, Padova si distingue per un panorama vivo di iniziative artistiche e culturali, tra cui spicca Musica e/è Scienza, un festival studentesco e rassegna di eventi culturali promossa all’interno del contesto universitario. Complessivamente, moltissimi studenti
organizzano ogni anno gruppi, associazioni e collettivi per ideare ed eseguire concerti dal vivo, conferenze scientifiche, workshop ed esposizioni artistiche, trasformando la città in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto in cui la passione giovanile, l’arte contemporanea e la divulgazione scientifica si integrano e si alimentano a vicenda. Presso Palazzo Moroni, l’incontro Etica e Intelligenza Artificiale affronta la rivoluzione tecnologica da una prospettiva antropologica, interrogandosi sul ruolo dell’uomo e sulla “saggezza digitale” necessaria in quest’epoca di cambiamenti frenetici. Sul fronte della salute mentale e dell’espressione artistica, The Shapes of Maladaptive Daydreaming è una mostra artistica promossa con il Dipartimento di Psicologia e Scienze Sociali (DPSS), volta a sensibilizzare sul Maladaptive Daydreaming, attraverso le opere creative di chi vive questa esperienza. Infine, il festival e progetto nazionale Donne fra le Stelle promuove la parità di genere nei settori STEM, dando voce a scienziate e ingegnere per ispirare le nuove generazioni ed avvicinare il pubblico alle sfide della ricerca spaziale.
Sostenendo progetti che spingono verso riflessione ricerca musicale, tecnologica, filosofica e scientifica, Padova si impone come punto di riferimento per le arti del futuro. Un territorio vivo che sa promuovere la cultura e la musica moderna, creando connessioni inedite tra scienza, musica e danza.
