Terzo settore e sussidiarietà a beneficio dei più deboli

Le forti polemiche tra i partiti, locali e nazionali, distolgono dai veri e grandi problemi del nostro Paese

In Italia, anche dopo l’esito delle elezioni europee e il contrastato nuovo assetto istituzionale dell’Unione Europea, il clima politico, purtroppo, si conferma negativamente per la propria, pericolosa caratterizzazione di forte polemica tra i partiti. In numerose occasioni, le nostre coalizioni appaiono più vicine allo scontro condotto per “odio politico” anziché, invece, al necessario confronto dialettico e propositivo nel convinto rispetto dei principi, diritti e doveri della Carta Costituzionale.

Questo clima, incandescente in alcune realtà territoriali, lo si registra anche in ambiti istituzionali regionali e comunali, situazione molto preoccupante perché non appare assolutamente utile alla soluzione dei grandi problemi che attanagliano il Paese, solo per ricordare alcune delle maggiori criticità: dal debito pubblico elevatissimo alla notevole evasione fiscale; dalle forti disparità sociali alla sanità e assistenza a pagamento, o in compartecipazione, per milioni di cittadini; dalle migliaia di giovani laureati e diplomati costretti ad “emigrare” all’estero ai molti anziani non autosufficienti, e disabili, abbandonati alle cure della famiglia. Ed è una fortuna che moltissimi volontari (donne e uomini, adulti e giovani) quotidianamente, applicando la sussidiarietà e le regole del codice del terzo settore, siano, il più delle volte, i principali riferimenti nel contrasto alle povertà e per le urgenti prestazioni di supporto assistenziale.

Non sarebbe male, tutt’altro, se i politici italiani, oltre a valorizzare completamente la Carta costituzionale, applicassero anche i valori e gli insegnamenti di Don Lorenzo Milani. 

Franco Piacentini                   

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