Aumentano le denunce di abusi, ma cresce anche il coraggio di affrontarli

La speranza è che l’incremento dei numeri delle violenze, anche di tipo sessuale, sia conseguenza della diffusione di una maggior consapevolezza

“La violenza subita ha lasciato un segno dentro di me che non sarà mai cancellato, è una ferita così profonda che non cicatrizzerà mai. Passeranno i giorni, i mesi, gli anni, ma non servirà a nulla: quella ferita rimarrà sempre aperta, brucerà e farà male, adesso come allora, come domani”, dal libro La bambina che beveva cioccolata di Laura Monticelli Conetta [premiato ai concorsi letterari “Europa” di Lugano nel 2012, “Donna, Semplicemente Donna” di Catania nel 2011 e “Le Parole dell’Anima” di Casoria nel 2011].

Il fenomeno degli abusi e maltrattamenti a danno di minori nel nostro paese è difficile da circoscrivere: non esistono dati certi delle istituzioni pubbliche e da fonti come Save the Children e Cismai (Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia) vediamo che sono in crescita reati compresi in questa tipologia. E sono: abbandono di persone minori o incapaci, abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, adescamento di minorenni, atti sessuali con minorenne, maltrattamenti contro familiari e conviventi, pornografia minorile, sottrazione di persone incapaci, violazione degli obblighi di assistenza familiare, violenza sessuale. Negli ultimi due anni si rileva un incremento del 10 per cento, in quanto da 18.721 delitti commessi nel primo semestre 2023 si passa ai 20.502 nell’analogo periodo del 2024, con un netto incremento dell’83 per cento per la pornografia minorile.

La presidente dell’Associazione Meti, Laura Monticelli, survivor e scrittrice, ci assicura che gli abusi registrati sono quelli dei bambini e delle bambine presi in carico dalle istituzioni. Il sommerso è molto più ampio. Spesso capita che bambine e bambini non vengano “visti” quando sono piccoli e talvolta nemmeno quando diventano adulti. Gli abusi e i maltrattamenti a danno di minori si riferiscono a qualsiasi forma di violenza fisica, psicologica, sessuale o di negligenza che un minore subisce. Questi fenomeni possono manifestarsi in vari contesti come la famiglia, le istituzioni scolastiche e le strutture di accoglienza.

“Gli abusi sessuali intrafamiliare sono i più difficili da rilevare per ovvie questioni. È il sommerso quel che più ci preoccupa”.

Le conseguenze degli abusi sui minori possono essere devastanti e possono manifestarsi come problemi fisici (lesioni, malattie e problemi di sviluppo), problemi di tipo psicologico come ansia, depressione, disturbi alimentari, difficoltà relazionali, e anche difficoltà scolastiche come difficoltà cognitive, problemi di apprendimento, problemi di sviluppo, varie forme di mal-adattamento, comportamenti violenti, difficoltà sociali e abbandono. Sono questi segnali che annunciano problemi più profondi: generalmente gli individui vittime di violenze e abusi nell’infanzia vivono in solitudine il dramma che li ha colpiti, se ne vergognano e non ne parlano facilmente, nemmeno a distanza di anni.

“Ora che sono donna fatta, nei miei ricordi rivedo quella bambina indifesa gridare per chiedere aiuto e supplicare qualcuno che le desse una mano per non sprofondare”.

Proprio perché Laura Monticelli conosceva queste dinamiche, ha deciso di fondare nel 2013 l’Associazione Meti dove i gruppi di auto-mutuo-aiuto sono la principale risorsa. Si tengono in presenza e online e si sono moltiplicati dopo la pandemia. Costituiti da persone che hanno vissuto la stessa esperienza si riuniscono per assicurarsi reciproco supporto nel soddisfare i bisogni comuni, nel superare un problema di vita e impegnarsi a produrre cambiamenti personali e sociali. Perché ogni persona è protagonista del cambiamento che vuole ottenere per la sua vita ma nel gruppo può sperimentare nuovi stili di vita e comportamento, nuovi modi di sentire e trasmettere il proprio vissuto acquistando autostima e fiducia.

L’associazione Meti, in oltre dieci anni di attività e con la sua rete di professionisti, ha seguito oltre 250 persone che hanno sentito il bisogno di prendersi cura di sé affrontando l’abuso subito nell’infanzia e chiedendo aiuto, dando così voce al proprio trauma. È stata ed è la prima in Italia ad offrire gratuitamente ai survivor di abusi nell’infanzia gli strumenti per aiutarli a capire cos’è successo nel loro passato e, di conseguenza, a vivere meglio il loro presente. Perché è solo da adulti che le persone abusate, a distanza di molti anni, sentono il bisogno di prendersi cura di sé e gestire quell’antico trauma. L’Associazione Meti offre gruppi di auto-mutuo-aiuto, incontri di arteterapia, consulenza legale ma organizza anche incontri pubblici ed eventi per divulgare la cultura della prevenzione.

Diversi enti e istituzioni si occupano della protezione dei minori nel nostro paese:

  • Servizi sociali, che offrono supporto e assistenza alle famiglie in difficoltà e intervengono in casi di maltrattamento;
  • Polizia e Carabinieri, che hanno reparti specializzati nella protezione dei minori e nelle indagini su abusi;
  • Linee telefoniche di emergenza, attraverso le quali servizi come il Telefono Amico per i minori (114) permettono ai giovani di segnalare abusi in modo anonimo;
  • Programmi educativi, con iniziative nelle scuole per sensibilizzare i giovani sui diritti e la prevenzione degli abusi

Nonostante queste possibilità di interventi che vanno migliorati e messi in relazione è l’attenzione all’altro, l’accoglienza, l’empatia e la competenza che permettono alla persona “svestita d’infanzia” di guadagnare e guadagnarsi una maturità più ricca di significati.

(Seguirà una seconda parte di ulteriore approfondimento)

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