Il Cuore Sacro della Lessinia: la Chiesetta del Crocifisso alla Conca dei Parpari
Un rifugio di fede e di pietra tra i monti veronesi
Nel cuore suggestivo della Lessinia, immersa in uno scenario naturale di straordinaria bellezza e profondamente caro agli scaligeri e agli alpini, sorge la Chiesetta del Crocifisso. Ubicata nella località Conca dei Parpari, a un’altitudine di 1405 metri sul livello del mare, questa piccola ma significativa struttura ecclesiastica ricade territorialmente all’interno della Parrocchia di San Francesco di Roverè.
Nonostante le sue dimensioni raccolte, l’edificio sa imporsi all’attenzione del visitatore per la forza dei suoi contenuti spirituali e per il modo impeccabile in cui si inserisce nel contesto paesaggistico e culturale circostante e l’armonia con il paesaggio della Lessinia.
La costruzione della chiesetta risale al 1967, un anno che ha segnato l’arricchimento del patrimonio religioso e alpino della zona. La struttura architettonica si distingue per la sua straordinaria capacità di fondersi armoniosamente con i tratti tipici dell’architettura tradizionale della Lessinia. Ciò è reso possibile dall’impiego sapiente di sassi locali e delle caratteristiche lastre di pietra di Prun, materiale d’elezione estratto nell’omonima frazione del Comune di Negrar di Valpolicella, situata sulle pendici del Monte Fane.
L’utilizzo di questi elementi naturali conferisce alla chiesetta una calda tonalità terrena e una solidità visiva che la fa apparire come un elemento nato direttamente dalla roccia e dai pascoli montani.
Varcarne la soglia riserva un’esperienza intensa e suggestiva. Entrando nell’edificio, lo sguardo del visitatore viene immediatamente catturato e dominato da una visione di profonda intensità emotiva: la maestosa scultura di un grande Crocifisso. L’opera occupa gran parte della parete inclinata in cemento armato che struttura e sostiene l’edificio. Ponendosi sul fondo della navata e alzando lo sguardo, l’icona del Cristo sulla croce si erge in tutta la sua maestà sofferente. Da quella parete, la figura di Cristo sembra dialogare direttamente con il fedele, parlargli come un padre al proprio figlio, varcando i confini dell’onnipotenza, della grandezza e dell’eternità.
Come recitano le riflessioni ispirate a questo luogo, le imponenti misure del Cristo-Uomo non devono spaventare, bensì allargare il cuore alla fiducia.
“Il Cristo dei Parpari”, l’opera scultorea più iconica e celebre custodita nella chiesetta, è stata realizzata dal rinomato artista veronese Giulio Martinelli. Figura poliedrica del panorama culturale del Novecento, Martinelli è noto principalmente come pittore, ma ha saputo esprimere il proprio talento anche nei campi della scultura e della progettazione architettonica, ideando e seguendo in prima persona la costruzione di edifici e spazi di grande valore.
Artista prevalentemente autodidatta, Martinelli ha coltivato lungo tutto il suo percorso espressivo una forte e irrinunciabile indipendenza stilistica. Ha rifuggito con decisione qualsiasi influenza accademica costrittiva, prediligendo un contatto diretto, viscerale con la materia e con la propria ispirazione personale. Oltre alla pittura, per la quale è ampiamente censito tra i maestri veronesi del Novecento, la sua vena creativa ha abbracciato la scultura monumentale e l’architettura.
Il Crocifisso dei Parpari è stato ricavato direttamente da un immenso e possente tronco di castagno e raggiunge la straordinaria dimensione di 4,60 metri di altezza. Con questa scultura monumentale, l’artista ha voluto immortalare un messaggio universale ed eterno, sintetizzato efficacemente dalle sue stesse parole:
“Cristo: una montagna di dolore, una montagna di amore”.
Questa definizione racchiude la duplice essenza dell’opera: da un lato il peso della sofferenza umana e terrena incarnata dal legno ligneo e grezzo, dall’altro la grandezza infinita dell’amore divino che sovrasta e consola chiunque si raccolga in preghiera tra i monti della Lessinia.
La Chiesetta del Crocifisso alla Conca dei Parpari si conferma così non soltanto un luogo di culto alpino di eccezionale valore artistico, ma anche una tappa fondamentale all’interno di un più ampio itinerario storico, religioso e turistico in Lessinia. Un invito rivolto a escursionisti, fedeli e amanti dell’arte per riscoprire, attraverso il silenzio della montagna e la potenza espressiva del legno scolpito da Giulio Martinelli, le radici più profonde della spiritualità e della cultura veronese.
Tratto dai documenti e materiali informativi dell’Itinerario Storico Religioso Turistico in Lessinia / Parrocchia di San Francesco di Roverè e dal sito www.concadeiparpari.com

