Angelo Dalle Molle, figura esemplare e incarnazione dell’imprenditoria veneta

Genio precursore dei tempi e personalità “rinascimentale” nell’atteggiamento

Mestrino di nascita, padovano di adozione, Angelo Dalle Molle (1908-2001) incarna l’essenza imprenditoriale del Veneto, dove i fatti contano più delle parole. E di parole egli è davvero parco, preferendo sovente rimanere in silenzioso per una forma di estrema riservatezza, molto simile alla timidezza. Per ciò, ben vengano le biografie il cui pregio consiste nel rendere giustizia a personaggi dal talento fuori del comune, che tanto hanno inciso nella vita della collettività. Inevitabile è l’esaltazione delle imprese “epiche”, comprese quelle che toccano gli aspetti più intimi di una vita familiare tormentata ‒ due matrimoni, sei compagne, sei figli ‒.

Importante è rinverdirne il ricordo, sfumato nella memoria collettiva, perché la loro impronta ha lasciato un solco profondo e indelebile. Non solo un genio precursore dei tempi, Angelo Dalle Molle, ma un uomo gentile, “rinascimentale”, che ha sempre anteposto la dignità dell’individuo alla funzione della macchina. La capacità d’ascolto nei confronti dei collaboratori, gli ha permesso di coglierne intuizioni ed iniziative, di comprendere la loro richiesta di benessere e di cercare di soddisfarla con ostinazione. Pertanto, fa propri gli ideali della scuola liberale – Smith, Say, Bastiat –, in cui l’ordine naturale consente agli interessi particolari di accordarsi con il desiderio, comune a ogni persona, di migliorare la qualità della vita.

Non lesina le parole, quando si tratta di mettere in atto programmi, talmente innovatori da rasentare l’utopia, pur di raggiungere il suddetto obiettivo. Non a caso la Fondazione Dalle Molle Per La Qualità Della Vita, fin dagli anni Settanta del XX Secolo, sostiene le varie iniziative della ricerca informatica, dando vita a quattro centri di ricerca, con sede in Svizzera. In precedenza, insieme all’amico ed economista Guido Carli, divenuto presidente di Confindustria, si è dedicato ai nuovi studi sulla crioconservazione e sulla possibilità di ibernazione dell’essere umano.

Che dire delle auto elettriche e della loro ricarica, del sistema di car-sharing urbano per ridurre il tasso d’ inquinamento atmosferico, da realizzare nelle città di Milano, Firenze, Padova e Palermo? Il progetto pilota (1976) consiste nella costruzione di cinque modelli, in collaborazione con Enel, Italgas, Fiat e Aem. In totale, vengono prodotti a villa Barbariga ‒ abitazione privata e Centro Studi, situata a Noventa Padovana ‒, cinquanta veicoli collocati all’interno degli stabilimenti Enel.

Purtroppo, i tempi non sono maturi nonostante l’interessamento dell’Università di Bruxelles che, dovendo fare la spola tra due facoltà distanti una decina di chilometri, utilizza dieci auto azionate dalla sola batteria, L’iniziativa si esaurisce negli anni Ottanta, dopo la costruzione di duecento vetture, con autonomia di cinquanta chilometri, omologate come: taxi per persone e per merci, auto van in cui le caratteristiche di un’automobile si fondono con quelle di un furgone ed ambulanze. Le quindici vetture rimaste nei capannoni di Villa Barbariga ‒ venduta nel 2010 ‒ sono state donate al Museo Bonfanti-Vimar, situato a Romano d’Ezzelino (VI). Lo rileva Maurizio Bertera nella Gazzetta dei Motori del 26/04/2025.

In cambio, nel 1987, l’Istituto Dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale – IDSIA –  potenzia il progetto sull’Intelligenza Artificiale, ottenendo un prestigioso riconoscimento (1997): è annoverato tra le cinque principali istituzioni al mondo, insieme a Microsoft Research, Stanford, Mit, Bell Labs e Carnegie Mellon.

Le parole sono indispensabili per il dialogo e, nella società moderna ogni informazione si trasmette attraverso la comunicazione. Lo testimonia l’effetto della pubblicità del Cynar, da dove tutto ha inizio. Nell’immediato dopo guerra (1948), i tre fratelli Angelo, Amedeo e Mario Dalle Molle, acquistata la ditta Pezziol di Padova, producono il ben noto liquore a base di carciofo, ideato dalla felice intuizione di un dipendente – il chimico Rino Dondi Pinton, scomparso recentemente all’età di 103 primavere –. Il prodotto conquista il mercato negli anni Sessanta, quando viene pubblicizzato da un famoso carosello: Ernesto Calindri, seduto a un tavolino, in mezzo al traffico della rotatoria della Stanga di Padova, recita la celeberrima frase: “Cynar, contro il logorio della vita moderna”, mentre sorseggia tranquillo il suo bicchierino di liquore. Il risultato è sorprendente: vengono vendute due milioni di bottiglie di Cynar in un solo anno!

Investire nel settore pubblicitario, privo ancora di regole precise, sembra per lo meno azzardato, ma non per la visione di Angelo Dalle Molle, avvezzo ad imprese temerarie. Nel 1947, con il suo Aviobar, un aereo cargo americano trasformato in un bar volante, compie il giro d’Italia in dieci tappe, promuovendo varie realtà del settore, afferenti al programma Grandi Marche Associate, da lui ideato. Il riscontro è enorme. Da qui in poi, egli sperimenta tecniche di marketing etiche e innovative, investendo il quindici per cento del bilancio in pubblicità. In previsione di spesa vi sono: sponsorizzazioni di eventi culturali e sportivi, concorsi a premi, merchandising di oggetti “brandizzati” col Cynar – sdraie, radioline, palloni, cioccolatini e così via –, come evidenzia Massimo Cerofolini nel podcast di Radio1 su RaiPlaysound, pubblicato in occasione della giornata del Made in Italy.

Dialogare è necessario solo quando serve realmente, sembra essere il motto di Angelo Dalle Molle. Lo confermano la fitta corrispondenza con amici, imprenditori, scienziati ed artisti; l’amicizia con Salvador Dalí – a cui finanzia un’iniziativa –, caratterizzata da scherzi e da ironie reciproche; le numerose conversazioni con il cardinale Ottaviani. L’affermazione di quest’ultimo: “la Carità cristiana, nell’epoca dell’elettronica, non è più soltanto il gesto di San Martino che sacrifica il proprio mantello e ne rimane privo per darlo al povero, ma è anche il gesto più proficuo, di chi sa organizzare la produzione e la distribuzione di tanti mantelli in modo che tutti possano averne uno”, sprona Angelo Dalle Molle a fondare il Centro Studi della Barbariga (1975). Per un approfondimento rimando al libro Il Cynar e i suoi fratelli. Una storia italiana irrepetibile, a cura di Antonio Dalle Molle – figlio di Mario –, di Giustina Porcelli e di Simone Marzari.

Tutti i vocaboli devono essere compresi, inclusi quelli delle lingue straniere. Da qui, il suo impegno per la realizzazione di un traduttore simultaneo computerizzato, in grado di fornire non solo la traduzione letterale, ma un’analisi complessiva dell’intero testo. Con la conoscenza, si diffonde anche la capacità di raggiungere libertà e benessere. I problemi sembrano insormontabili, ma… in un dialogo con l’on. Ferruccio Bolla – Vice Presidente della Fondazione Dalle Molle – che suggerisce di utilizzare la semantica, tutto si risolve.

Da questi presupposti nascono tre centri di ricerca, tuttora attivi nel campo degli studi della comunicazione uomo-macchina. L’Istituto Dalle Molle per gli Studi Semantici e Cognitivi (ISSCO), con sede a Ginevra, si occupa della realizzazione di sistemi di aiuto ai traduttori; il citato Istituto Dalle Molle Studi di Intelligenza Artificiale (IDSIA), di Lugano, è specializzato nella formalizzazione di sistemi esperti; l’Istituto Dalle Molle di Intelligenza Artificiale Percettiva (IDIAP), ubicato a Martigny, opera nel campo del riconoscimento della voce, dell’immagine, della scrittura e delle relative interazioni. Così informa il Centro studi della Barbariga.

“La battaglia è ardua, ma vale la pena di essere conosciuta”, è l’esortazione di Angelo Dalle Molle ai giovani imprenditori, che devono lottare per l’affermazione delle proprie idee, diffonderle con convinzione, interpretando i “bisogni” sociali, farli propri, perfino se ciò significa agire controcorrente ed affrontare difficoltà apparentemente insuperabili.

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