Luigi Stefanini: la cattedra come apostolato cristiano, pedagogico e umano

(Seconda e ultima parte)

Luigi Stefanini fu uno dei più autorevoli professori universitari di filosofia. Per lui la cattedra non era ornamento accademico, ma un mezzo per attuare più pienamente la ricerca e uno strumento di apostolato nel senso più nobile del termine. Egli intervenne fattivamente, spesso con funzione direttiva, nei maggiori organismi della vita culturale italiana: fu tra l’altro membro del consiglio direttivo della Società filosofica italiana e fra gli animatori più instancabili del Centro di studi filosofici di Gallarate nonché del Centro di studi pedagogici “Scholè”, sedi di dibattito rispettivamente dei filosofi e dei pedagogisti che nell’insegnamento universitario si riconoscevano in un orizzonte cristiano. Contribuì attivamente all’Enciclopedia filosofica, l’impresa più impegnativa promossa dal Centro studi di Gallarate. Fu inoltre socio corrispondente dell’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti e socio effettivo dell’Accademia patavina, ricoprendo altresì la carica di presidente della consulta del Centro didattico nazionale della scuola secondaria.

Fra i riconoscimenti conseguiti va segnalato il premio “Marzotto” per la filosofia (1953), vinto con la pubblicazione Esistenzialismo ateo ed esistenzialismo teistico. Stefanini fu sempre disponibile a offrire, in innumerevoli iniziative culturali locali e nazionali, il suo competente intervento, che si connotava per l’estrema chiarezza del pensiero e per l’oratoria sempre brillante e avvincente. Fu attivo collaboratore delle principali riviste filosofiche e pedagogiche. Nel dicembre 1955 uscì il primo numero della “Rivista di Estetica” da lui fondata. La fama del filosofo trevigiano varcò i confini nazionali: è attestata soprattutto la stima e l’amicizia dei filosofi francesi, ma non solo. Ospite della Sorbona, incantò tenendo una lezione in un francese purissimo e senza alcun appunto, com’era suo costume.

La sua bibliografia comprende ben 233 titoli, di cui 24 volumi. Già negli anni Venti compilò alcuni fortunati manuali per gli istituti superiori, volgendosi poi alla ricerca scientifica in campo filosofico e storico-filosofico. Pubblicò nei primi anni Trenta due monumentali volumi su Platone editi dalla Cedam, i quali rappresentano tuttora una fonte ineludibile per chi si voglia occupare dell’antico filosofo greco. Scrisse poi una monografia sul Gioberti, alcuni saggi sulla filosofia esistenzialistica, di cui fu uno dei primissimi studiosi in Italia. Precisamente nell’esistenzialismo Stefanini colse da un lato la rottura radicale con la tradizione filosofica precedente, dall’altro l’ultima, lucida e spietata conseguenza del pensiero moderno.

La ricerca stefaniniana fu nel contempo storica e teoretica, sospinta da un preminente interesse speculativo e da una profonda istanza metafisico-religiosa, che trovava risposta segnatamente nell’arte e nel campo educativo. Egli intese rivendicare alla filosofia cristiana, con particolare riferimento a Sant’Agostino, la soluzione dei problemi più vitali del pensiero contemporaneo. Alla base della sua ricerca teoretica vi è quello che è stato qualificato come “imaginismo francescano”: alla luce di tale motivo lo spirito umano è ordinato a compiere la sua vocazione esprimendo da sé, conformemente alla propria capacità, l’esemplare eterno: ad similitudinem.

Luigi Stefanini denominò il suo itinerario filosofico dapprima “idealismo cristiano”, poi “spiritualismo”, infine nel secondo dopoguerra “personalismo”: si tratta di progressivi approfondimenti di quella medesima intuizione di “umanesimo francescano” sempre confermata nel confronto con la filosofia contemporanea. A prescindere dalle prime due fasi, segnate peraltro da opere di grande rilevanza, è nel personalismo che l’immaginismo stefaniniano trova l’espressione più matura. Stefanini parte in sostanza dall’esperienza psicologica, dalla constatazione della centralità dell’io in ogni partecipazione cosmica, sociale, metafisica. L’assunto fondamentale da cui muove il suo personalismo è il seguente: “L’essere è personale e tutto ciò che non è personale nell’essere rientra nella produttività della persona, come mezzo di manifestazione della persona e di comunicazione tra le persone”. L’io è essenzialmente unicità, da cui provengono il valore e la dignità della persona umana. Fra i lavori pubblicati in questo filone di ricerca va segnalata la triade Personalismo sociale, 1951; Personalismo educativo, 1954; Personalismo filosofico, edito postumo nel 1960.

Nella prospettiva personalistica anche il problema estetico, al quale Stefanini dedicò la maggiore attenzione nell’ultima fase della sua vita, ebbe una rinnovata elaborazione. Nel Trattato di Estetica (1955) egli esamina l’arte nella sua autonomia e nel suo processo. Nell’arte si ha la provvisoria coincidenza dell’idea con il senso e nell’attimo poetico noi sperimentiamo l’eterno, poiché l’assoluto “cala nel particolare che si universalizza, nel finito che si assolutizza, nel corporeo che si spiritualizza, nell’istante che diventa infinito”. La morte prematura non consentì a Stefanini la stesura del secondo volume di tale Trattato, di cui rimase solo una traccia.

Il filosofo trevigiano dedicò un costante e appassionato interesse al problema pedagogico. L’educazione deve mirare in ogni momento, a suo giudizio, ad attuare il valore consustanziato dell’essere personale, nella duplice direzione religiosa, come ascesa a Dio, e sociale, come apertura alle altre persone. “Personalizzare la scuola” fu il suo imperativo pedagogico, realizzabile con una corretta applicazione della “pedagogia dell’attivismo” e attraverso il concetto socratico della “scuola del dialogo”. Egli affermava, in definitiva, la centralità del rapporto maestro-discepolo come incontro personale, come osmosi spirituale.

Il suo personalismo tende a superare la tradizionale dimostrazione di Dio come entità astratta e indeterminata, per approdare alla fondazione di un Dio personale, capace di rispondere alle aspirazioni più profonde dell’uomo esistenziale concreto. La conoscenza umana di Dio non è esaustiva; di qui l’apertura all’unica Verità assoluta, la cui Parola si accoglie per fede, come dono gratuito, dopo che la ragione si è spinta fino al limite della sua capacità dimostrativa, così da porre l’esperienza di fede su un piano di “ragionata consapevolezza”. La sua ispirazione integralmente cristiana lo indusse a pubblicare nel 1944 un’opera, La Chiesa Cattolica, che evidenzia i suoi interessi storico-teologici, delineando in una sintesi agile ma profonda la storia del cattolicesimo, in cui la Chiesa esprime una “verità totale”, tale che, al di fuori del suo magistero, si contrappongono drammaticamente quei termini che essa invece integra in una superiore armonia.

Di carattere sereno e ottimista, pur nelle prove dolorose della vita (la moglie, Maria Javicoli, morì prematuramente nel 1946 lasciandolo con tre figli ancora in tenera età), Stefanini fu capace di dialogo e amicizia anche con quanti non condividevano le sue convinzioni. Per riconoscimento unanime di discepoli e colleghi fu maestro di filosofia nel senso più vero del termine, ossia maestro di vita. La ricordata biografia di Glori Cappello si conclude con una ricca appendice di testimonianze e con l’elenco degli scritti pubblicati su Stefanini: ben 608 titoli dal 1915 al 2006 (numerosi altri se ne sono aggiunti nell’ultimo ventennio), e con una lista di una trentina di tesi di laurea e di dottorato.

La Fondazione Stefanini, ora presieduta da Lucia Stefanutti, ha programmato in questo 70° anniversario della morte una fitta serie di eventi, pubblicazioni, convegni di studio volti a illustrare, tra l’altro, l’attualità del pensiero stefaniniano, in particolare nel rapporto con i temi cruciali della società e dello Stato, della libertà, dell’intelligenza artificiale. Già negli anni Settanta qualche studioso aveva messo in luce, anche nell’accostamento alla filosofia di Maritain e Mounier, le molteplici e puntuali anticipazioni tematiche, presenti negli scritti di Stefanini, dell’umanesimo cristiano rilevabile nei documenti del Concilio Vaticano II.

Ti potrebbero interessare anche questi articoli

Alla ricerca del sistema elettorale perfetto: illusione o puro opportunismo?

Alla vigilia delle elezioni, si mette in campo una nuova legge elettorale. Non è una novità: la maggioranza pro tempore cerca di cambiare le regole per rendere più probabile una propria vittoria. L’esperienza passata ci insegna che è più verosimile…Continua a leggere →

Gli anni delle “am-lire”, la valuta introdotta in Italia nel 1943 dagli Angloamericani

Nel suo libro di memorie L’alba di un mondo nuovo. Alberto Asor Rosa narra, tra le altre cose, l’esperienza di sua madre e scrive: Mia madre, fino alla mia nascita, aveva lavorato in un ufficio come impiegata. La sua liquidazione,…Continua a leggere →

29 aprile 1945: l’eccidio nazista di Castello di Godego si poteva evitare?

Il tragico evento costò la vita a 136 civili innocenti Ricerche storiografiche affermano che il tenente Emilio Pegoraro, comandante partigiano del 4° battaglione, sollecitò il comandante della 34° divisione americana, generale Boiltè, ad inviare alcuni reparti a sud-est di Cittadella,…Continua a leggere →

1943: campi di prigionia, detenuti alleati e solidarietà nel territorio di Cavarzere

Il territorio compreso tra Padova, Venezia e Rovigo ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale e della guerra di Resistenza attraverso alcune vicende particolari che sono state oggetto di approfondimento e altre che sono in corso di analisi, o che comunque…Continua a leggere →