Visita ai Serrai di Sottoguda dopo il ripristino e la ricostruzione seguiti alla tempesta Vaia

Era da tempo che mi ripromettevo di andare a visitare i Serrai di Sottoguda dopo la riapertura di questa estate, ma ho sempre trovato una motivazione valida per rimandare. Finalmente il momento è arrivato e il destino ha voluto che la visita si duplicasse nell’arco di poche ore.

Nel glaciale pomeriggio del 3 gennaio mi sono avventurato da solo alla scoperta di un luogo a me molto caro e di cui conosco molte sfumature visto la frequentazione costante e lunga nel tempo di almeno 40 anni. Poca gente per fortuna e il solito alito gelido di vento che scende lungo la gola e ti colpisce come una pugnalata. Sin dai primi passi, la sensazione è che qualcosa nuovo sia successo: si cammina molto in alto rispetto al livello del torrente! Dal vivo è veramente impressionante la differenza rispetto al passato. Più si prosegue verso la Chiesetta più si vedono evidenti i segni della nuova impostazione progettuale: si passa a qualche metro dalla Madonnina. Ricordo che quando ero piccolino mi sembrava così lontana e soprattutto così alta…

Guardando avanti, appunto si nota il sentiero sospeso che apparare da un lato leggero e volante e dall’altro saldamente attaccato alla roccia. Sembra un millepiedi di ferro e legno che si insinua nella gola e che domina con sicurezza il torrente che appare calmo e tranquillo.

Proseguendo sospesi sul torrente Pettorina, appaiono nuovi scorci che nella mia memoria pre-Vaia avevavo un altro sapore: è incredibile il mutamento subito dal Sass Taiè. Ci si passa sopra, quasi a scavalcarlo, mentre un tempo ci si passava in mezzo con tutte le difficoltà del caso e le attenzioni per le fiancate delle macchine… Il millepiedi di ferro-legno accarezza il Sasso e prosegue leggero verso la chiesetta di Sant’Antonio, che appare nella sua bellezza antica.

Anche nella luce invernale il contrasto cromatico tra il ferro e il legno contribuisce a dare un senso di montagna al tutto e creare un rapporto equilibrato con la roccia delle pareti che, nella loro veste invernale, continuano ad essere accompagnate dalle cascate di ghiaccio che da sempre rendono affascinante l’atmosfera.

La mattina del giorno dopo, accompagnato da amici innamorati della valle, sono ritornato e ho continuato ad apprezzare il lavoro svolto con la luce splendente e sempre più gelida della mattina.

Ripercorrendo la strada, mi sono convinto sempre più che tutto il percorso è certamente più sicuro e che nessuna piena del Pettorina potrà danneggiarlo e questo è rassicurante per il futuro dei magnifici Serrai di Sottoguda.

Il mio entusiamo si scontra con posizioni diverse. La ristrutturazione infatti ha spaccato l’opinione pubblica e anche i paesani: i criticoni sottolineano la troppa altezza dal torrente, la struttura ha danneggiato la roccia, il legno si rovinerà e richiederà grande manutenzione… Io continuo a pensare positivo tanto che mi sembra che anche le cascate siano più belle, più curate e forse orgoliose di questo nuovo percorso.

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