Forze dell’ordine, sì o no?

Una riflessione e una proposta espresse in forma provocatoria, ma forse necessarie

A seguito della morte del diciannovenne Ramy per un incidente di moto avvenuto al termine di un inseguimento da parte delle forze dell’ordine nato dal non essersi, il compagno che guidava il motorino, fermato all’alt degli agenti, sento ogni giorno parlamentari prendersela con la polizia e, di costoro, qualcuno addirittura far proprio l’anatema “poliziotti assassini”, gridato nelle piazze d’Italia da eroi “a buon mercato”, paladini della “non violenza”. A questo, punto, data per altamente improbabile una catarsi universale per la quale tutti gli esseri umani diventerebbero, dalla sera alla mattina, persone buone, e buone in via definitiva, porrei una domanda: dovranno, o no, le forze dell’ordine, almeno fino a quando nel mondo esisterà la cattiveria, inseguire chi non si ferma all’alt?

Se sì, bisogna sapere che l’inseguimento non è una passeggiata distensiva, in Alfetta, da effettuarsi con tanto di rispetto dei limiti di velocità e altra segnaletica stradale; per cui l’epilogo tragico è da mettere nel conto.

Se no, allora vietiamo l’alt e l’inseguimento con apposita legge e, con apposita legge, aboliamo i posti di blocco. Aboliamo, anzi, le forse dell’ordine e sostituiamole con Corpi di agenti pacifisti (le telecamere ne mostrano tanti in prima linea, nelle manifestazioni di fine settimana!) che, con tanto di cartelloni, invitino eventuali “cattivi” di passaggio a fermarsi e rifornirsi di caramelle, cioccolatini e zucchero filato, il tutto gratis, prima di riprendere la loro quotidiana attività di borseggiatori, spacciatori di droga, protettori di prostitute.

I miei limiti mentali non mi forniscono, come si dice, soluzioni terze.

Ti potrebbero interessare anche questi articoli

Ottant’anni dopo, chiamati a scegliere tra un futuro di pace o di conflitto

Abbiamo appena celebrato, in questo inizio d’agosto, gli ottant’anni dalla distruzione di Hiroshima e Nagasaki, l’evento che sancì l’inizio dell’era del terrore atomico e, contemporaneamente, la fine del più grande conflitto della storia umana. Una mostruosità (della cui necessità e…Continua a leggere →

Angelo Dalle Molle, figura esemplare e incarnazione dell’imprenditoria veneta

Mestrino di nascita, padovano di adozione, Angelo Dalle Molle (1908-2001) incarna l’essenza imprenditoriale del Veneto, dove i fatti contano più delle parole. E di parole egli è davvero parco, preferendo sovente rimanere in silenzioso per una forma di estrema riservatezza,…Continua a leggere →

Ricordo di padre Enzo Poiana a nove anni dalla scomparsa, amico e guida spirituale

Nei frequenti “amarcord” di una (ormai) lunga vita, trascorsa dai 25 anni in poi in terra veneta, ma pur sempre legata per radici e crescita e maturità nella mia amatissima Romagna,  c’è un capitolo abbastanza nutrito di pagine riguardante i…Continua a leggere →

Il battagliese Odoardo Plinio Masini, dalla Resistenza alla società del dopoguerra

Battaglia Terme pur essendo, per estensione, il più piccolo tra i comuni della provincia di Padova, è uno scrigno in cui sono racchiuse molteplici bellezze come il Castello del Catajo, Villa Selvatico, Museo della navigazione fluviale ed è pure in…Continua a leggere →

Il Piano INA-Casa e il felice esempio padovano del quartiere “inglese”

“… Sono altari / queste quinte dell’Ina-Casa, / in fuga nella Luce Bullicante, / a Cecafumo. Altari della gloria / popolare”, così scriveva Pier Paolo Pasolini in Poesie mondane (1962). Il Piano INA-Casa (1949-1963), noto anche come Piano Fanfani, dal…Continua a leggere →