Tre artisti in mostra a Montegrotto: Mirella Bettella, Armando Felpati, Graziella Mario

A Villa Draghi del 7 al 28 settembre

La mostra di Pittura, che si svolgerà a Montegrotto Terme, a villa Draghi, dal 7 al 28 settembre (inagurazione domenica 7 settembre alle ore 17.30) ben merita l’appellativo di “Cosmogonia tra nodi e fiori”, per le caratteristiche degli artisti presentati: Mirella Bettella contempla, affrontandoli, i nodi della vita, Armando Felpati vola nel cosmo alla ricerca della libertà esistenziale e Graziella Mario si adagia nella bellezza della Natura.

Mirella Bettella espone da molti anni in Italia e all’estero, infatti, appare già negli anni Settanta nel gruppo delle neo-avanguardie di Milano, la cui forte componente di ricerca e sperimentazione, molto segnò la vocazione e la preparazione artistica della Bettella. Il contatto, poi, a Venezia con il maestro Bruno Saetti l’avvicinò ancor piu’ a tecniche nuove e in particolare alla policromia del vetro e della ceramica. Il clima artistico veneziano la portò anche a valutare le arti minori ed in particolare le maschere veneziane in carta pesta che ancor oggi sa ideare e produrre con grande maestria. L’artista sente l’impellenza di trovare sempre nuove tecniche: viene attratta da Berlino, dove rimane sopraffatta dalle sollecitazioni artistiche. Al ritorno nascono opere di grandi dimensioni che strutturano un linguaggio visivo profondamente innovativo, dove il colore viene lanciato o semplicemente lasciato gocciolare, enfatizzando l’atto fisico della pittura stessa. Non appagata del grande bagaglio tecnico raggiunto, la Bettella si cimenta anche nella tecnica cloissonè, non tralascia l’acquarello con la creazione di fiori e paesaggi e la tempera su legno e gomma lacca da cui nascono paesaggi padovani alla Pendini. Arrivano, infine “I nodi”, l’ultima sua produzione, pervenendo alla tridimensionalità pittorica. Nodi e pieghe di tessuto e gesso, monocromi a tinte vivaci, dipinti ad olio, che saltano fuori dalla tela, quasi volessero uscire per evidenziare che la vita non è anonima, incolore, non è monotonia, ma è un groviglio di sentimenti, passioni.

Armando Felpati è nato a Battaglia Terme in provincia di Padova, dove ancor oggi vive e opera. Ha esposto in circa 400 mostre ed ha riscosso premi e riconoscimenti anche di notevole prestigio. Felpati ha interiorizzato e sviluppato uno stile personale che esprime sentimenti di libertà e fuga: l’iniziale surrealismo alla Mirò è stato trasportato nello Spazialismo fino a pervenire ad uno stile del tutto proprio traducibile in una metamorfosi incantata. Nelle opere si riscontra una modulazione ripetitiva simbolica del cerchio e delle linee ellittiche (nastri) che ricorda Crippa e De Toffoli. Un cerchio come un sole che illumina o più semplicemente attrae lo sguardo: perché è ricerca di perfezione, punto di riferimento a cui aggrapparsi, fonte di vita. Quella vita che nei nastri si snoda a larghe curve, come l’esistenza che hai provato, che vorresti, che hai sognato. Nel sistema cosmico di Felpati, nulla è reale, nulla è concreto, tutto è onirico, introspettivo, dinamico, ideato, ma non è caos: entriamo nell’ossimoro di fantasia razionale. La scelta cromatica è alla base dell’opera, è la sua intrinseca energia e la declinazione dei colori esalta il valore della ricerca di luce, sempre presente. La scelta dell’acrilico alimenta ed esalta questa tendenza. Alla base della ricerca pittorica del Felpati, un continuo desiderio di evasione, una profonda aspirazione alla libertà, all’uscita delle strettoie imposte dalla nostra società, per volare nel cosmo della sua razionale fantasia.

Graziella Mario nasce ad Abano Terme in provincia di Padova, dove attualmente vive ed opera. Il suo insaziabile entusiasmo di vivere e sapere, come una farfalla in volo, la conduce verso il Brasile, l’Africa, la Grecia, la Francia, fino a trovare un porto che la sa trattenere, quello magico di Venezia. Non si puo’ prescindere da queste esperienze se si vuol comprendere la natura dell’arte della Mario. Ed ecco che nella sua iconografia appaiono le barche: barche dai colori decisi, dalle forme geometriche, astratte, attraccate o naviganti in porti lontani, ma riecheggianti i colori e l’armonia della città dei Dogi. La Mario le ha portate ad essere forma e colore, ponendole in uno spazio di assoluto valore cromatico, acceso, che riprende le tinte di Murano, di Chioggia: l’uso del colore ad olio ha reso le forme più vive e vivaci. La sensazione è che l’artista abbia voluto rappresentare più una sua suggestione interiore, nata da un amore intenso per il mare che si compenetra nel cielo, che la realtà vissuta. Il suo spirito libero la porta a partire ancora, a cercare nuove conoscenze, nuovi saperi: nasce così il periodo dei “Vortici”. Da Hypnos in poi l’arte moderna è stata affascinata dal movimento vorticoso, che Mario riprende in modo centrifugo, energia che sta in lei, che estende agli altri : voglia di vivere, di gioventù e di libertà. Voglia di partire di andare ancora, di guardarsi attorno, di ritrovare se stessa, pervenendo ai suoi temi attuali di grandi fiori, di volti di donne sole o adagiate nella natura. Questa esperienza pittorica viene considerata anche dalle grandi case d’Aste come Capitolium Art, Arcadja, Ars Value e Mutual Art. Graziella Mario esprime il suo vero volto di Donna Artista, nell’ultima produzione in cui vengono raffigurate figure femminili, che esprimono dolcezza, melanconia, bellezza, erotismo. Sono donne “al centro”, che chiamano, che vogliono essere ammirate per quello che sono…immagini eteree, in cui sempre predomina il colore sul segno, quasi dipinte di getto, tinte corpose, materiche, dove la presenza del fucsia, forse tra tutti il più amato, appare una costante, una firma. Questa produzione artistica è di una donna speciale, sempre alla ricerca del conoscere e del sapere, aliena dagli stereotipi, messaggera di emancipazione e di libertà di pensiero.

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