La gattina, il nonno, il mago e la bambina: una favola per sorridere

Pubblichiamo volentieri questo simpatico racconto “scritto per gioco”, come ci disse l’autore stesso, tra gli ultimissimi contributi che Aldo Tumiatti volle affidarci poco prima della sua scomparsa.

Il nonno Aldo se ne stava tranquillo nel suo studio immerso nella lettura di alcune pagine del Taglio di Porto Viro, un libro cui teneva molto. Era un caldo pomeriggio d’estate. Ad un tratto sentì aprire la porta:

– Sgneeek! Udì una vocina strana: miao, miao, miao, miaooo…

Interruppe il suo lavoro, si aggiustò gli occhiali sul naso, girò lo sguardo lentamente pensando: “Mi par di sentire un gattino miagolare, anzi una gattina, perché è un miao gentile e delicato. Sembra che voglia comunicarmi qualcosa di importante. Strano, perché in casa non ci sono gatti, né grandi né piccoli”.

Guardò attentamente ma non vide nulla. La stanza era in penombra. Nonna Antonilla aveva abbassato la tapparella per non fare entrare troppa luce.

Udì di nuovo la vocina, più distinta: miao, miao, miao, miao… sembrava volesse dire: ascoltami, per favore, nonnetto. Finalmente riuscì a vedere, accovacciata sul pavimento di legno lucido, una gattina vestita di rosso che gli ripeteva: miao, miao, miao, miao.

Capì subito, da uomo di fantasia, che si trattava di un incantesimo. Telefonò immediatamente al Mago Zurlì per chiedergli di far riprendere alla gattina le sembianze di bambina.

– Mago Zurlì, Mago Zurlì, se ci sei, vieni qui!

Rispose una voce lontana: – Chi mi chiama?

– Sono il nonno Aldo che sta sempre al caldo e vuole chiederti una magia: trasformare una gattina in una bambina. la più brava che ci sia!

Rispose il Mago: – Io posso fare la magia anche da molto lontano, ma solo se risponderai a questo indovinello: “È più bello un somarello o una scimmia col cappello?”.

Disse il nonno, sistemandosi una ciabatta: – In verità a questa domanda non c’è risposta esatta.

– Ok – concluse il Mago soddisfatto – hai proprio indovinato!

Si sentì allora una graziosa vocina: – Finalmente sono tornata bambina! Ora potrò riprendere a parlare, cantare, disegnare! Però mi è rimasto il desiderio di salutare una micetta adorabile che vive in campagna, in una casetta insieme con una vecchietta quasi centenaria.

– D’accordo!, esclamò il Mago Zurlì, e pronunciò la formula magica del Ritorno Temporaneo. In un attimo la bambina riprese l’aspetto di una gattina vestita di rosso. Fece una corsa alla casetta. Salutò la sua amica con una lungo e bellissimo miaooooooooooo e poi ritornò dai nonni ad Ariano nel Polesine, dove riprese il suo aspetto normale.

La sera raccontò quella storia ai suoi genitori, appena tornati dal lavoro. Non credevano alle sue parole, ma la bimba seppe esprimersi così bene, con tanto calore e affettuosa dolcezza, che fecero finta di convincersi… e furono tutti felici e arcicontenti.

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