Milano-Cortina 2026: un grande evento tra tensioni e ingiustizie sociali

L’obiettivo anche delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 è (dovrebbe essere) la valorizzazione dello sport inteso come momento di fratellanza, finalizzato all’abbattimento delle barriere tra i popoli. Per De Coubertin le Olimpiadi erano (sono) una straordinaria opportunità per lealmente confrontarsi nelle gare. Alla base della competizione fra atleti, ci sono i valori olimpici: amicizia, lealtà, solidarietà, impegno, rispetto, pace, uguaglianza.

Dalle voci degli organizzatori e di alcuni politici, è invece emersa una valorizzazione eccessivamente strumentale degli appuntamenti olimpici di febbraio e di marzo 2026, volutamente dimenticando che hanno finito con l’essere due occasioni solo per i ricchi. Assistere in presenza ai giochi olimpici nei luoghi delle gare, per i prezzi elevatissimi dei biglietti d’entrata e per gli altissimi costi alberghieri, è impossibile per i meno abbienti. Uno schiaffo a migliaia di persone non ricche che si vedono sbarrate le porte delle loro aspettative di presenza sugli spalti e nei luoghi delle competizioni.

Oltre a questa ingiustizia per le persone meno abbienti, e ai negativi impatti ambientali, complice anche il governo nazionale, questi giochi olimpici si sono caratterizzati anche per una “forte militarizzazione” del servizio d’ordine, con dietro le quinte – senza che la questione sia stata completamente chiarita – le forze statunitensi dell’Ice, che sul territorio americano ha mostrato un utilizzo a dir poco disinvolto delle armi. Un preoccupante “quadro olimpico”, purtroppo, sottovalutato da un buon numero di pubbliche istituzioni: giunta regionale e governo nazionale tra queste.

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