Bartolomeo, il più “misterioso” degli Apostoli: martire e protettore dei bambini

Se nell’afa di questa estate mi è concessa una pausa di… “campanilismo”, vorrei ricordare un santo per certi aspetti tipicamente pistoiese e per altri generalmente sfuggente, anzi inafferrabile. Fin dai Vangeli. Infatti compare, nei primi tre, come apostolo al fianco di Filippo mentre nel quarto, quello di Giovanni, pur restando associato a Filippo, cambia nome e si chiama non più Bartolomeo (Bar-Talmai = figlio di Talmai, Tolomeo) ma Nathanaele.

Dopo la Pentecoste poi, a differenza degli altri Apostoli, dei quali possiamo più o meno ricostruire l’attività e il conseguente martirio, di Bartolomeo si dice soltanto che andò a predicare il Vangelo “in India” (per India intendendo un generico Oriente) dove viaggiò molto, fece molti proseliti e, per ordine del re d’Armenia che non aveva “preso bene” la conversione del fratello Polimnio, subì il martirio.

Di questo si danno differenti versioni, fra le quali quella che, non si sa come mai, ha avuto più credito in Occidente, è che venisse scorticato vivo: così, con la sua pelle in mano, lo vediamo su una parete della cappella Sistina per opera di Michelangelo. In altri casi l’iconografia si limita a rappresentarlo con un coltello, simbolo del suo martirio.

Come passa attraverso diverse date la ricorrenza della sua “festa”, che solo i Latini celebrano il 24 agosto, così la preziosa reliquia del suo corpo passò attraverso luoghi e mani diverse, finché nell’838 approdò a Benevento, dalla cui chiesa la prelevò nel 983 l’imperatore Ottone III per portarla a Roma, dove fu deposta “nell’antica vasca di porfido dell’altar maggiore della chiesa di San Bartolomeo Apostolo all’Isola Tiberina”… 

Altre reliquie, più o meno autentiche, si trovano a Roma e in altri luoghi e almeno una doveva essere arrivata anche a Pistoia verso il 760 quando, con il finanziamento di un ricco medico longobardo, Guidoaldo, vi fu costruita la chiesa a lui intitolata che, attraverso ovvie modifiche successive, resta tuttora una delle più antiche e frequentate della città. Ed è qui che Bartolomeo ha lasciato la sua impronta più curiosa e intrigante.          

Infatti almeno fin dalla metà del XV secolo la festa del Santo vi viene celebrata con straordinarie solennità e sontuosità, che con il tempo si sono gradualmente esaurite, lasciando invece intatta, anzi fortemente accentuata e, direi, spettacolare la festa dei bambini: tutta un tripudio di bancarelle cariche di dolci e di giocattoli nelle adiacenze della chiesa, mentre all’interno di essa durante l’intera giornata è continuamente presente qualche sacerdote per gli innumerevoli bambini (e non solo) venuti a farsi ungere con l’olio benedetto che li proteggerà dalle insidie del demonio e della magia.

Ma cosa abbia a che fare san Bartolomeo con i bambini e perché proprio a lui sia toccata la loro protezione e da chi, come e quando abbia avuto inizio questa festa, nessuno è riuscito a scoprire e ormai non si cerca neanche più di spiegare, ma si accetta come inoppugnabile dato di fatto che la festa ci sia. Così pure restano un mistero l’origine e il significato della “corona” di pasta frolla (per l’occasione se ne vendono in tutta la città) che viene regalata e messa al collo dei piccoli: un uso esclusivamente pistoiese e addirittura ignorato altrove, anche nelle pievi di San Bartolomeo disseminate per la nostra montagna, alcune delle quali praticano invece l’unzione.

Non spiegazione ma conferma ulteriormente misteriosa di questo legame presenta il quadro che un valente pittore locale, Bernardino Detti, dipinse per l’ospedale “fuori porta” della Pergola, intitolato, appunto, ai santi Jacopo e Bartolomeo. I quali vi sono rappresentati da due belle imponenti figure virili ai lati di una piccola Madonna con un Bambino molto cresciuto, sul cui grosso braccio, in primo piano, spicca una grossa mosca. Uno stile estraneo a tutta la tradizione toscana, che si spiega forse con problematiche influenze nordiche; mentre inspiegabili restano i numerosi giocattoli e le presenze infantili sullo sfondo di uno – e soltanto di uno – dei due santi, Bartolomeo.

Un po’ meno strano, anche per noi, è il fatto che nel giro di pochi anni, sotto il loro sguardo severo e quello mansueto della Madonna, il periferico ospedale della Pergola sia passato dall’accoglienza dei pellegrini e dei malati a quella di banditi, ladri e malviventi in generale.  

Bartolomeo Apostolo in un dipinto di Pyotr Basin

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