Il battagliese Odoardo Plinio Masini, dalla Resistenza alla società del dopoguerra

Un protagonista delle vicende del territorio sia nell’opposizione al fascismo, sia nel successivo impegno lavorativo

Battaglia Terme pur essendo, per estensione, il più piccolo tra i comuni della provincia di Padova, è uno scrigno in cui sono racchiuse molteplici bellezze come il Castello del Catajo, Villa Selvatico, Museo della navigazione fluviale ed è pure in zona termale.

Qui un gruppo di persone lungimiranti condotte da Antonio Romano ha costituito, nel 1985 con atto del notaio Benacchio, il Centro per la ricerca e la documentazione sulla storia locale (CRD). Tale associazione, composta da 23 soci, svolge un ruolo prezioso per la salvaguardia della storia locale, che altrimenti andrebbe perduta. Infatti ha già pubblicato 15 fascicoli e raccolto un nutrito archivio di documenti inerenti alla storia e ai personaggi famosi del territorio. L’ultima monografia, data alle stampe quest’anno, è dedicata a Odoardo Plinio Masini.

A risvegliare il ricordo di questo personaggio battagliese, morto nel 1972, è stato il suo ampio ed eccezionale patrimonio librario, ora a disposizione parte del Comune e parte del Centro studi di Battaglia.

Antonio Romano nella presentazione del volume definisce Masini… mazziniano, antifascista… sempre impegnato per la difesa dei valori della Repubblica, della libertà e democrazia, seguendo l’insegnamento di Giuseppe Mazzini.

Nato a Padova nel 1893, si iscrive giovanissimo al Partito Repubblicano. Sincero fautore del riscatto dalla dominazione austriaca nel 1910, appena diciassettenne, viene incarcerato a Belluno per un suo intervento su Oberdan. Successivamente volontario combatte in Cadore nel battaglione aviatori. Poi, alla fine della Grande Guerra, con l’avvento del fascismo è tra i primi ad aderire con Egidio Meneghetti e altri alla sezione padovana di “Italia libera”. Ma il regime fascista si fa sempre più minaccioso e, nel 1926, Masini viene condannato al confino con quattro anni di domicilio coatto. Riesce però a fuggire e riparare in Svizzera dopo un’avventurosa attraversata delle Alpi aiutato da Gigino Battisti, figlio di Cesare, e da Tita Piaz, famosa guida alpina.

Giunto a Lugano, dopo aver lavorato in un negozio di articoli elettrici in cui conosce Rodolfo Pacciardi, altro fuoriuscito famoso, apre in proprio un’attività commerciale di generi alimentari che gli dà la possibilità, nel retrobottega, di aiutare in tutti i modi i tanti rifugiati antifascisti provenienti dall’Italia, tra cui nomi storici come Sforza, i Rosselli, Chiesa, Turati, Nenni, Reale, Terracini, Marchesi, Silone, Einaudi. Anche Libero Marzetto trova rifugio da Masini, tanto che tale bottega fu da lui definita “la centrale dei profughi a Lugano”.

Ma il battagliese non si limita solamente ad accogliere fuoriusciti. Nel 1932 con Reale, Silone e altri, edita e dirige la testata quindicinale Italia libera, ed è tra i fondatori della casa editrice Le Nuove Edizioni di Capolago, che pubblica scritti di autori antifascisti messi al bando dal regime.

Uomo eclettico, dinamico e senza paura, per un breve lasso di tempo, nel 1944, con Facchinetti, Battisti, Reale e altri, addirittura tenta di contrastare la Repubblica Sociale Italiana fondando la Repubblica Partigiana dell’Ossola.

Al termine del conflitto, Masini rimane in Svizzera con la famiglia e a Briga, nel 1952, viene nominato dalla nuova repubblica italiana viceconsole in Svizzera.

Durante tale incarico, che durerà fino al 1970, svolge un intenso ed infaticabile lavoro a favore dei numerosissimi lavoratori italiani e come scrive Antonio Romano nella presentazione… si prodiga in particolar modo in occasione di gravi incidenti sul lavoro (come la tragedia del Mattmart quando una valanga travolse un cantiere… con 88 vittime di cui 56 italiani ). Altrettanto intensa fu la sollecitudine nell’assistenza ai bambini italiani… organizzando colonie in Svizzera e trasporti di medicinali… all’Italia.

Non si dimentica però della sua Padova con cui ha rapporti soprattutto attraverso la libreria Draghi, e di Battaglia Terme dove ritornerà ad abitare, con la moglie e le due figlie, nella sua villa Cini lasciata in eredità dal fratello.

Ci piace concludere con quanto scritto da Maurizia Rosada e Paolo Bonaldi nella monografia più volte citata:

… Arnoldo Mondadori propose a Odoardo Masini di pubblicare un volume che raccogliesse i suoi articoli, i suoi documenti più importanti sulle sue esperienze politiche e diplomatiche. Ma Masini si schernì dicendo che non sapeva scrivere… Giovanni Lugaresi con vivace ironia risolve così la questione: “il fuoriuscito conosciuto come Marco Ombrellari, o Cuore di rana, è tranquillo e sereno così… Masini non ha dimenticato gli amici, ma non scrive, magari aspetta che qualcuno si faccia avanti e utilizzi il prezioso materiale che lui conserva. Facciano pure! Lui, intanto, è alle prese con 18 damigiane di vino da travasare. Da buon veneto, non può lasciare ad altri quest’incombenza!…

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