Torneo di rugby “Città di Treviso”: lo sport diviene occasione d’incontro tra giovanissimi di tutta Italia

Dal 1976 è un appuntamento mitologico per i bambini e i ragazzi del rugby juniores in Italia e non solo. Nell’ottica europea è il torneo di primaria importanza in quanto da oltre 40 anni lo scopo della manifestazione è quello di riunire in due giorni tutte le realtà rugbistiche, divenendo così un momento di incontro tra bambini e bambine di varie età, permettendo loro di socializzare e promuovere la cultura del rugby nei suoi valori più significativi.

Nei due giorni intorno al venti maggio, la Ghirada-Città dello sport diventa il punto di riferimento per i giovani atleti, per gli allenatori e anche ovviamente per i genitori. E’ la manifestazione più alta dei valori del nobile sport dentro e fuori dal campo. Due giorni intensi e faticosi, ma ricchi di forti emozioni in cui le U6, U8, U10 e U12 si confrontano nel primo giorno nelle fasi eliminatorie e nel secondo nelle qualificazioni alle finali per il primo posto che si giocano allo Stadio Monigo.

Lo spirito, come dicevamo, è quello della competizione più profonda pur nel rispetto e nel divertimento: i giovanissimi e giovani atleti, si anche gli U6, vivono le sfide con intensità, con aggressività sportiva e con il desiderio di primeggiare. E’ il rugby, è lo sport!

Anche il contesto e il clima alimentano questo spirito: i genitori organizzano i tradizionali gazebo attorno i campi in cui si possono gustare prodotti della regione di provenienza, bevendo birra, vino e poca acqua si commentano le partite e si passa il tempo scherzando. Il tifo lungo i campi è intenso e focalizzato sul sostenere la propria squadra nei momenti belli e anche in quelli più sofferti.  

Venendo alla parte sportiva, nel torneo ci sono in realtà due tornei: quello delle squadre di tradizione (Benetton, Petrarca, Florentia, Parma, Valpolicella, Jesolo, Paese, Mogliano…) che ambiscono alla vittoria e quello delle squadre che partecipano per fare esperienza e per divertimento. Si nota la differenza, assistendo alle partite che spesso sono delle vere e proprie battaglie tra atleti che, nella maggioranza dei casi, sono cresciuti insieme dalla U6 e si sono confrontati nelle diverse categorie. Il tutto è reso ancora più stimolante dal fatto che molti bambini sono figli di ex rugbisti o di famiglie di rugbisti e quindi durante le partite, lungo il campo, si ripropongono sfide-battaglie del passato.

E quindi la domenica mattina inizia la parte più significativa ed intensa: lo si percepisce nell’aria, lo si verifica tangibilmente in quanto ci sono meno persone, meno pullman visto che alcune delle squadre eliminate sono già partite.

Lo si capisce ancora di più incrociando gli sguardi degli atleti che appaiono più concentrati e focalizzati sull’obiettivo. Possiamo dire che sono in trance agonistica, anche se qualcuno continua a ricordare che sono solo dei bambini.

E adesso ogni passaggio, ogni errore, ogni meta pesano enormemente: non si può più perdere e come diceva qualcuno “quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo …”

Alla mattina dalle 9.00 alle 12.30, le squadre si giocano la possibilità di accedere alle finali del pomeriggio: per il primo e secondo posto allo Stadio Monigo, per il terzo e quarto posto ancora alla Ghirada.

Le partite sono concitate: è infatti fondamentale vincerle tutte e segnare più mete possibile per poter accedere alla agognata finale, quella per il primo posto!

La mattinata è certamente tesa in cui chi vince è orgoglioso e chi perde soffre perché vede svanire il proprio sogno. Il campo è duro e crudele, ma vero, in quanto sancisce il più forte e chi merita di passare. Questo aspetto per gli atleti è molto chiaro, nonostante i “rumors di sottofondo” spesso urlati dai genitori e qualche volta anche dagli allenatori-accompagnatori che non sanno riconoscere la vittoria altrui.

La mattina si conclude con il pranzo delle squadre finaliste e il successivo trasferimento allo Stadio Monigo in cui si conclude il tour de force e si apre un’altra storia che richiede un’attenzione particolare, magari con la voce narrante di un genitore di un giovane atleta protagonista e per di più vittorioso. Alla prossima…

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