Medici scrittori: letteratura come terapia, empatia e catarsi

Al Salone del Libro di Torino presentata un’antologia di racconti dell’Associazione

Presentata, al Salone Internazionale del Libro di Torino, l’Antologia Scrittori Medici Contemporanei pubblicata dalla Casa Editrice “La Feluca” per conto dell’Associazione Medici Scrittori Italiani (A.M.S.I.). Con questa collettanea di racconti, trentatré medici che scrivono intendono rappresentare, attraverso la parola scritta, l’articolato e affascinante universo di chi sa trasformare la sofferenza in arte, la malattia in evento catartico. Tra gli autori, per gentile concessione delle rispettive Fondazioni, anche Mario Tobino e Carlo Levi e, inoltre, un racconto del noto medico-scrittore bellanese Andrea Vitali.

“Pur senza ambire a particolari onori di cronaca né tantomeno pretendere di accedere agli alti sogli letterari dell’attuale contemporaneità, dominata da una cultura ispirata per lo più al consumistico usa-e-getta dei testi scritti” spiega il presidente Giuseppe Ruggeri, alla guida dell’A.M.S.I. dal 2024 “questa raccolta merita di essere segnalata per più di un motivo. Intanto si tratta di un momento corale, di condivisione di vissuti particolari, che attingono alla pratica di una professione che ogni giorno si misura con la sofferenza e il dubbio che vi è sotteso”.

Medicina narrativa? “Direi, semplicemente, medicina perché il racconto di un medico che scrive, forse per sublimare il dolore che gli proviene dall’empatia con chi soffre non è ordinaria letteratura, ma terapia. Un vero e proprio sentiero tracciato per incanalare gli spunti che la ricerca medico-letteraria quotidianamente propone”.

L’evento, svoltosi nella Sala Arancio del Salone del Libro di Torino nel pomeriggio del 15 maggio, è stato presentato, oltre che da Ruggeri, dalla curatrice dell’antologia Patrizia Valpiani, presidente onorario A.M.S.I., e dal presidente dell’U.M.E.M. (Unione Mondiale Medici Scrittori) Simone Bandirali, moderati dal tesoriere A.M.S.I. Marco Marchetto. Presente in sala anche il presidente della Fondazione Tobino, Isabella Tobino, nipote del famoso psichiatra-scrittore, vincitore nel 1962 del Premio Strega con il romanzo Il clandestino (Mondadori).

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