Le sei sfide di Monsignor Nervo, più che mai attuali, per il futuro del volontariato

Franco Piacentini  

Nel nostro Paese è fortemente e motivatamente evidenziata la preoccupante situazione che sta vivendo il volontariato, per le soggettive difficoltà di ricambio generazionale. Il numero dei volontari (oggi la stragrande maggioranza sono anziani dai 65 ai 75 anni di età) si sta inesorabilmente riducendo. In molte realtà associative del volontariato e del terzo settore, pochissimi sono i giovani che bussano alle loro porte per sperimentare la sussidiarietà costituzionale in prestazioni volontarie di solidarietà.

Vogliamo dirlo con chiarezza: questa criticità sociale sulla difficile situazione organizzativa del volontariato assolutamente non oscura la straordinaria, spontanea e preziosa disponibilità di migliaia di giovani nello svolgere impegnativi servizi di volontariato, soprattutto nelle situazioni emergenziali. Le attuali soggettive e oggettive difficoltà del volontariato, per chi (come il sottoscritto) ha contatti con la Fondazione Emanuela Zancan e ha conosciuto il compianto Monsignor Giovanni Nervo, erano e sono preoccupazioni da tempo evidenziate (soprattutto) alle pubbliche istituzioni.

Per “rinfrescare” un po’ la memoria, ricordo che già nel lontano 2007 Monsignor Nervo, al capitolo trentatreesimo del volumetto Ha un futuro il volontariato? (Casa Editrice EDB), nel delineare le “antiche e nuove sfide per il volontariato” elencava le seguenti sei che attendevano (attendono) il volontariato in Italia.  

1. Il volontariato deve mantenere la propria identità. Chiamare volontariato tutto il terzo settore, che ha al suo interno varie componenti diverse fra loro, deforma l’identità del volontariato.

2. Per l’identità del volontariato un secondo pericolo può provenire da un’interpretazione estensiva delle funzioni dei CSV, i Centri per i Servizi. Quando i contributi sono consistenti e destinati alla gestione dei servizi strutturali e permanenti, il passaggio dal volontariato all’impresa sociale è inevitabile.

3. Affinché il volontariato possa esercitare liberamente il suo ruolo di sussidiarietà costituzionale, deve mantenersi libero di fronte sia al potere politico che a quello economico, che peraltro sono strettamente connessi.

4. Come vincere l’invecchiamento del volontariato? Non è una piccola sfida. È una questione di motivazioni, di proposte coraggiose che i giovani possono comprendere e cogliere con entusiasmo; forse è anche questione di lasciare loro spazio nei posti di responsabilità.

5. Riuscire ad aggregare nelle associazioni di volontariato, alla pari, giovani immigrati. Ci piaccia o no, il nostro futuro è quello di una società multiculturale, multietnica e multireligiosa.

6. Maggior coinvolgimento nel volontariato di persone di alto livello di cultura e di competenza.

Monsignor Giovanni Nervo (come Don Lorenzo Milani) nelle sue riflessioni, nelle sue proposte e nelle sue azioni intrecciava strettamente, da uomo di chiesa, il Vangelo e la Costituzione: le sue sei sfide del 2007, essendo straordinariamente attuali, dovrebbero (devono) essere valorizzate e utilizzate, da uno specifico tavolo di concertazione, per un positivo stimolo finalizzato a concretizzare positivamente, il presente e il futuro del volontariato.    

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