Le prestazioni sociali necessitano di programmazione e concertazione
Le prestazioni ai soggetti disabili e non autosufficienti hanno bisogno di periodica programmazione concertata tra le parti istituzionali, sociali e sindacali, per rendere esigibile “il patto sociale dell’assistenza”.
Nel nostro Paese non è consuetudine presentare, discutere e concordare i piani pluriennali sociosanitari e socio-assistenziali; gli standard quantitativi e qualitativi; l’adeguamento dei posti letto extraospedalieri; l’accreditamento delle residenze protette; l’ampliamento della rete dei servizi domiciliari e distrettuali; il turn-over e l’aggiornamento delle dotazioni organiche. Tutti presupposti indispensabili per rispondere efficacemente all’aumento delle patologie invalidanti croniche e delle demenze senili, oltre all’invecchiamento della popolazione.
La centralità della persona, nell’azione pubblica, si concretizza partendo dalle certezze economiche che il governo, le regioni e gli enti locali, devono stabilire e stanziare annualmente nelle loro finanziarie e nei loro bilanci di previsione. La solidarietà, da non confondersi con la filantropia, attecchisce nei cittadini se il buon esempio è dato da chi è stato eletto per amministrare saggiamente le risorse fiscali, provenienti dai contribuenti.
Anche l’attuale governo nazionale, sul versante del welfare, sta dimostrando indifferenza e sordità alla disperazione delle persone povere, disabili e non autosufficienti.
Le associazioni del volontariato, i sindacati confederali e dei pensionati di Cgil Cisl e Uil, sono ben consapevoli che l’innalzamento delle speranze di vita delle persone, determinerà l’aumento di vecchie e nuove disabilità psicofisiche: già oggi un anziano su due, con più di sessantacinque anni di età, ha delle difficoltà di deambulazione.
La consapevolezza sui cambiamenti e sulle esigenze sociali, dovrebbe entrare nella testa di tutti quelli che governano le comunità, affinché comprendano che non è più sopportabile la pesante compartecipazione delle famiglie ai costi sanitari, assistenziali e sociosanitari. Soffermandoci sui dati annuali di spesa per la non autosufficienza, si può benissimo rilevare che gli stanziamenti non rispondono alle effettive necessità dei cittadini.
Amaramente rilevando l’insufficienza delle risorse economiche per il sociosanitario, è auspicabile che almeno i progetti legati al sollievo, al trasporto sociale e al welfare generativo continuino ad essere sufficientemente finanziati, pena l’ampliarsi delle sofferenze per migliaia di persone e famiglie, anche qui in Veneto.
