Crisi delle religioni e messaggio cristiano: la vita spesa per il bene
Un’acuta riflessione del filosofo Ortensio da Spinetoli
Oggi in molte aree del pianeta, come l’Europa, l’America Settentrionale, la Cina, le religioni sono in crisi e sono tutte interessate dal fenomeno della secolarizzazione, che è un processo complesso che sarebbe lungo illustrare, ma è certo che Cristo non si è mai preoccupato di “salvare” la religione tradizionale. Egli si è concentrato esclusivamente nell’impegno per rendere più degna la vita degli uomini: “La salvezza che Gesù annuncia” – scrive il teologo Ortensio da Spinetoli nel libro Rifondare la Chiesa – “non è legata a persone, a luoghi, a tempi particolari, ma Gesù vive in un mondo in cui si privilegiano le alture, gli edifici sacri che commemorano le manifestazioni di Dio. I samaritani si vantavano del monte Garazim, i giudei del monte Sion, ma Gesù non lega la religione a nessun luogo in particolare e dice alla samaritana: ‘Credimi, donna, che verrà l’ora in cui né in questo monte né in Gerusalemme adorerete il Padre’”. L’unico culto che Gesù chiede ai suoi fedeli è quello dell’offerta della propria vita, spesa in opere di bene, ta kala erga, parole greche che indicano le opere di misericordia.

