Eccidio di Castello di Godego, aprile 1945: l’indagine dell’esercito degli Stati Uniti

1 maggio 1945, rapporto su presunta strage di civili

19 giugno 1945, testimonianza del tenente Bernard Fife

15 luglio 1945, indagine sulla strage avvenuta a San Martino di Lupari

16 luglio 1945, certificato di morte di Mario Menzato su richiesta dell’Esercito degli Stati Uniti

17 luglio 1945, testimonianza del dottor Giovanni De Sandre di San Martino di Lupari

20 luglio 1945, indagine sulla strage avvenuta a Sant’Anna Morosina

5 dicembre 1945, trasmissione di un caso di crimine di guerra

Come Presidente del Comitato Parenti Vittime Eccidi Nazisti e figlio di Mario Menzato, uno dei 136 civili fucilati dalle truppe tedesche in ritirata il 29 aprile 1945 a Castello di Godego, durante le mie ricerche sono venuto in possesso di documenti segretamente nascosti, per oltre 50 anni e per “ragioni di Stato”, dentro il così detto “Armadio della vergogna” nel Palazzo Cesi-Gaddi di Roma, sede dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano.

Lo scandalo è stato denunciato dal giornalista d’assalto Franco Giustolisi.

In tale armadio sono stati scoperti 695 fascicoli riguardanti eccidi, provvisoriamente archiviati nel 1960 dal Procuratore Generale Militare Enrico Santacroce e casualmente rintracciati nel 1994 dal Procuratore Militare Antonino Intelisano, che stava indagando sul caso Priebke legato all’eccidio delle Fosse Ardeatine avvenuto, come noto, nel 1994 a Roma, con 336 vittime (https://ilpopoloveneto.it/2024/04/09/24-marzo-1944-aldo-finzi-e-leccidio-delle-fosse-ardeatine/).

Tra i 695 fascicoli è stata reperita la documentazione della commissione militare americana incaricata di indagare sui crimini di guerra perpetrati, nell’Alto Padovano, dalle truppe tedesche in ritirata tra il 27 e il 29 aprile 1945

Su gentile concessione dell’ex-magistrato militare Sergio Dini, sono stato autorizzato a fotocopiare la documentazione riguardante l’eccidio di Santa Giustina in Colle avvenuto il 27 aprile 1945 e quello avvenuto due giorni dopo, il 29, denominato eccidio di Santa Anna Morosina ma conosciuto come eccidio di Castello di Godego, perché consumato in quella località.

Per la prima volta, dopo oltre sessant’anni, viene esposta al pubblico la documentazione prodotta dagli americani, ma intenzionalmente occultata dallo Stato italiano per “ragioni di Stato”. Ha trovato collocazione nella mostra intitolata “Far fiorire la memoria”, iniziata dallo storico Renzo Brunoro di San Giorgio in Bosco e da me ampliata e aggiornata. I pannelli esposti seguono, in ordine cronologico, le fasi dell’indagine conoscitiva avviata dall’Esercito degli Stati Uniti il 1° maggio 1945 e ultimata il 5 dicembre 1945, con l’ammissione di un crimine di guerra commesso contro l’umanità.

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