Ventuno padovani tra i Mille: i garibaldini che parteciparono all’impresa

A scorrere l’elenco ufficiale delle leggendarie camicie rosse che presero parte all’epica impresa garibaldina dei Mille salpando dal porto di Quarto il 5 maggio 1860, si scopre che i padovani sono presenti in numero di ventuno: lo ricorda, tra l’altro, anche una lapide posta nella città del Santo su un’ala di palazzo Moroni prospiciente piazza delle Erbe, collocata ancora il 3 novembre 1910 nel cinquantesimo anniversario della spedizione. Ma chi erano i padovani che sbarcarono con Garibaldi a Marsala? Il più celebre fra loro è certamente Ippolito Nievo, scrittore e autore di un capolavoro della letteratura italiana, il romanzo storico «Le confessioni di un italiano», a cui la nostra città nel 1923 intitolò il primo liceo scientifico istituito dopo la riforma elaborata dal ministro Gentile. Una certa notorietà, in ambito prettamente locale, è rivestita pure da Baldassare Faccioli, non fosse altro perché il suo paese d’origine, Casale di Scodosia, gli ha dedicato la scuola media, ma per la pressoché totalità delle altre camicie rosse padovane è addirittura impresa ardua tracciare la compilazione di un’elementare scheda anagrafica.

Questi i loro nomi, di seguito ai quali riportiamo i dati biografici essenziali (luogo, anno di nascita e professione): Alpron Abram Isach (Padova, 1834, negoziante) Beffagna Alessandro (Padova, 1835, negoziante), Boaretto Lorenzo (Bovolenta, 1835, negoziante), Bordin Giovanni (Padova, 1828, ufficiale a riposo), Borso Antonio (Padova, 1818, cameriere), Colpi Gio.Batta (Padova, 1838, studente di medicina), Dalla Santa Vincenzo (Padova, 1827, agente privato), Donati Angelo (Padova, 1843, industriante), Faccioli Baldassare (Montagnana, 1841, studente), Gazzo Daniele (Padova, 1821), Milani Angelo (Anguillara, 1834, tenente di fanteria), Milani Giovanni (Padova, 1841, falegname), Nievo Ippolito (Padova, 1830), Paccanaro Marco (Este, 1842), Pigazzi Gian Domenico (Padova, 1836, mediatore), Rossetti Giovanni (Trebaseleghe, 1836, avvocato), Scolari Luigi (Este, 1837, impiegato all’intendenza di finanza), Tonatto Gio.Batta (Urbana, 1828, girovago), Torresini Rainerio (Padova, 1838, diurnista all’intendenza di finanza), Zambeccari Angelo (Padova, 1834), Zanetti Napoleone (Padova, 1837, industriante).

A questi ventuno, per la verità, se ne potrebbero aggiungere altri due: Azzi Adolfo di Trecento (Rovigo), ma residente a Padova al momento della partenza, e Bellisio Luigi di Genova, ma in seguito trasferitosi nella città del Santo. L’elenco porta a un paio di considerazioni: per quanto riguarda la provenienza, la massima parte dei volontari patavini era nata e viveva tra le mura cittadine, indizio inequivocabile che nel capoluogo euganeo le idee rivoluzionarie circolavano e attecchivano con maggior dinamicità, tuttavia una buona percentuale di volontari risulta essere originaria anche dalla Bassa Padovana. L’estrazione sociale è delle più varie a testimonianza dell’eterogeneità dell’esercito garibaldino: fra i padovani arruolati sono annoverati uomini che esercitavano i mestieri più disparati o che si trovavano nella condizione più impensata, come il girovago, segnale che l’esercito di Garibaldi era costituito da più di qualche spregiudicato avventuriero. L’età dei volontari padovani al momento dell’arruolamento fra i Mille è per lo più riferibile ai trent’anni, ma non manca pure un giovanissimo diciassettenne. Spulciando negli archivi, si ricava qualche ulteriore, minimo dato biografico che permette di far luce sulla vicenda umana di alcuni di loro. Gio.Batta Colpi, nato il 20 giugno 1838, era nipote del parroco di Saletto, suo omonimo (don Gio.Batta Colpi) e originario di Asiago. Tornato dalla spedizione garibaldina, egli si unì in matrimonio con Anna Bonato e si trasferì a Saletto in una villa posta nei pressi del viale della stazione ferroviaria. Di Saletto ricoprì anche la carica sindaco dal 1876 al 1890, anno della sua morte. Abram Isach Alprom, chiamato comunemente Giacomo, nato il 22 giugno 1834, si arruolò con i Cacciatori delle Alpi nel 1859 e l’anno dopo fu in Sicilia con i Mille di Garibaldi. A Calatafimi si guadagnò i gradi di ufficiale. Dopo il 1866 aprì un modesto «negozio di commestibili» (così riportano le vecchie carte d’archivio) a Padova in via Urbana n. 377. Morì in povertà il 2 maggio 1900. Lorenzo Boaretto, soprannominato «Bigolo», nacque a Bovolenta. A ventisei anni abbandonò il Piovese per aggregarsi ai Mille. Trasferitosi a Padova, visse modestamente con i proventi di una piccola attività commerciale. Si ignora la sua data di morte, tuttavia si è a conoscenza che nel 1906 abitava ancora in città. L’estense Luigi Scolari, dopo essere stato congedato con il grado di capitano al termine della campagna garibaldina, si stabilì a Caltanisetta, nella Sicilia appena liberata, impiegandosi all’intendenza di finanza; morì il 6 ottobre 1908, vittima del tremendo terremoto che colpì Messina.

Dipinto di Filippo Palizzi (1818-1899)

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