Rivive sul web il Cenacolo di Praglia “Insieme nell’Umano e nel Divino”
L’importanza degli spazi, dei tempi e delle forme dell’educazione
«Per pensare a come sarà l’educazione all’avvicinarsi del 2050, dobbiamo comprendere l’importanza di tutti gli spazi, di tutti i tempi e le forme dell’educazione. Il cambiamento fondamentale consiste nel capire che le società odierne hanno innumerevoli opportunità educative, attraverso la cultura, il lavoro, i social media, il digitale, tutte da valorizzare. Nei prossimi trent’anni, uno degli aspetti centrali del nuovo contratto sociale per l’educazione sarà comprendere come l’educazione si intreccia con l’esperienza».
Sono solo alcuni passaggi del rapporto della Commissione internazionale sui futuri dell’educazione pubblicato dall’Unesco nel 2023. Il documento ribadisce come la cultura, la conoscenza e l’apprendimento rappresentino i presupposti indispensabili per vivere la complessità della società attuale. Lifelong, lifewide e lifedeep learning costituiscono le tre dimensioni dell’educazione per la vita, a partire dalla natura sociale e partecipativa dei processi di apprendimento, costantemente intrecciati con la pluralità dei luoghi del vivere sociale e con le esperienze del soggetto durante la vita quotidiana.
In particolare, con l’apprendimento profondo – lifedeep learning – di recente discussione, si supera l’idea di una formazione di superficie, limitata all’istruzione o alla formazione professionale di tipo tecnico, a favore del recupero della pienezza del significato storico dell’educazione come accompagnamento allo sviluppo della persona (dimensione trasformativa, di profondità, apprendimento trasformativo). Per non dimenticare la dimensione soggettiva, emotiva, relazionale dell’apprendimento nei processi e nei contesti educativi e formativi.
Il Rapporto Unesco sottolinea come «… in ogni periodo della vita le persone dovrebbe avere opportunità educative significative e di qualità, così come gli ecosistemi educativi collegati ai luoghi di apprendimento naturali, costruiti e virtuali». È questo il quadro di riferimento dove si colloca una buona pratica di animazione culturale virtuale: il Cenacolo di poesia “Insieme nell’Umano e nel Divino”.
Nato nel 2008 grazie all’incontro tra l’allora Abate Noberto Villa e la poetessa Maria Luisa Daniele Toffanin, il Cenacolo divenne in breve tempo luogo di amicizia, spiritualità e cultura ritmato da appuntamenti mensili, momenti di studio, di ricerca del senso della vita e di condivisione, attraverso l’analisi delle produzioni poetiche di autori italiani e stranieri secondo un percorso tematico preparato ad hoc oppure attraverso l’analisi di un solo poeta proposto. Dalla lettura comune e dal confronto reciproco sono nati i circa novanta quaderni di autoproduzione, grazie al lavoro di raccolta e redazione curato mensilmente da Bruna Barbieri Perin, Piermarina Benvegnù Valle e la stessa Daniele Toffanin. Fin da subito e nel corso degli anni, gli incontri di poesia proposti dal Cenacolo si sono rivelati una comunione d’anime, rispettose dell’altrui sostanza interiore, alla ricerca dell’Eterno, dell’Infinito, del Divino attraverso le personali esperienze, tessuto variegato di affetti, memorie, incertezze, certezze intime, dolore nello sfondo di una realtà sofferta e difficile. Il tutto riportato alla luce dalla lettura di testi poetici che rendono universale il singolo vissuto e le problematiche del mondo d’oggi, nella condivisione dell’autenticità di questa umana ricerca di risposte altre.
A proposito “dell’importanza degli spazi, dei tempi e delle forme dell’educazione”, così come sottolineato dal rapporto Unesco, è importante soffermarsi sul luogo dove il Cenacolo ha preso forma, ovvero l’Abbazia Benedettina Santa Maria Assunta di Praglia. Ancora oggi abitata da monaci benedettini, l’Abbazia di Praglia fa parte dei percorsi del Parco letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei ed é meta di un costante turismo. Si tratta di luoghi di spiritualità e cultura dove i camminamenti hanno congiunto l’Arquà del Petrarca, la Torreglia Cittadella del Settecento, la Selvazzano del Cesarotti, la Feriole del Foscolo, più tardi la Vicenza del Fogazzaro all’Abbazia di Praglia, all’Università di Padova e a Santa Giustina.
Dal gennaio 2026 le attività del Cenacolo rivivono su Geapolis Adult Learning Community, una piattaforma dedicata all’educazione non formale e informale degli adulti (www.geapolis.eu). Quali le motivazioni? Nell’era del “massimo” dei mezzi di comunicazione assistiamo infatti al “minimo” della comprensione e sperimentiamo un impoverimento del linguaggio. Assistiamo allo svuotamento del significato di parole che ritenevamo uniche e insostituibili. Questo nostro tempo ha un estremo bisogno di poesia. Essa ci conduce oltre, ci fa vedere quello che di solito non riusciamo a vedere, ci fa ascoltare la realtà in un altro modo, ci fa vedere nel minimo il massimo, ci disvela l’inesprimibile della nostra umanità precaria, fragile, incompiuta. Il linguaggio poetico apre possibilità di partecipazione e spazi di azione, è un esercizio di autenticità, empatia e responsabilità verso il proprio tempo.
La poetessa Maria Luisa Daniele Toffanin è la curatrice del progetto “Insieme nell’umano e nel divino”. Ne ripercorre da vicino la storia, le attività, gli incontri, introducendone così il percorso virtuale: “In questo tempo segnato da una quota bassa di speranza e di rinascita, ognuno insegue una sua luce per accendere i personali rapporti quotidiani, allargati oltre la casa. Ecco che la ricerca si trasforma proprio nell’esaltazione della Parola come magico dispositivo, nella rete amicale, aperto in dolci chiacchiere, confidenze, riflessioni, fantasie, sfoghi nel ricupero interiore di sé rivitalizzando i nostri magri giorni. Ritrovo i luminosi incontri del Cenacolo “Insieme nell’Umano e nel Divino” in cui cultura, umanità, spiritualità si fondevano in un benessere interiore, risposta ai nostri dubbi. Momenti di cui avvertiamo tutti nostalgia, desiderio di riviverli, irrealizzabile? Ma la Parola rimane nel ricordo come certezza, conferma di quel vissuto, nutrimento spirituale, ancora vibrante nei Salmi di Norberto Villa. E si rivela quale forza per superare la morsa di paura che il rumore di guerra produce incidendo, con risvolti psicologici, su questo periodo storico climaticamente intemperante. Allora ritorno virtualmente a Praglia nella sala degli incontri, mi proietto a cuore aperto in un colloquio invero monologo con padre Norberto e gli altri amici e ne faccio racconto”.
L’idea di far rivivere sul web il Cenacolo di poesia “Insieme nell’Umano e nel Divino” vuole essere un atto di fede nella poesia, alla quale spetta l’impegno di una ricerca che miri a rinsaldare quello che nell’uomo e nel mondo di oggi è diventato un equilibrio instabile. È a questo punto che l’estetica della poesia acquista la sua intensità etica e spirituale.
A cura di Maria Luisa Daniele Toffanin, sono già on line i quaderni dedicati ad Andrea Zanzotto, Anna Ventura e David Maria Turoldo. La pubblicazione dei quaderni proseguirà nei prossimi mesi.
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