Franco Alberto Gallo, maestro veneto della musicologia tra Padova e Bologna

La scomparsa avvenuta nel giugno di quest’anno

Il Veneto ha dato i natali a numerosi studiosi che hanno lasciato un segno profondo nella cultura italiana. Tra questi merita un posto di primo piano Franco Alberto Gallo (Verona, 1932 – Ravenna 2026), musicologo di fama internazionale, docente universitario e maestro di generazioni di ricercatori. Il suo nome è legato soprattutto alle Università di Padova e di Bologna, dove ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo degli studi sulla musica medievale e rinascimentale, portando la musicologia italiana ai più alti livelli della ricerca europea.


Veronese di nascita e profondamente legato alla cultura veneta, seppe coniugare la solidità della formazione umanistica con una straordinaria apertura intellettuale. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita a Padova, nel 1955, entra subito nello studio legale del padre Giulio e dello zio Ettore Gallo, situato a Vicenza in via Pasini. Evidentemente però l’attività legale non lo soddisfa tanto che, nel 1960, si laurea sempre all’Università padovana anche in Filosofia, e orienta definitivamente i propri interessi verso la musicologia, disciplina che in quegli anni stava conquistando una propria autonomia nel panorama accademico italiano.

Fu proprio l’Ateneo patavino a offrirgli le prime esperienze di insegnamento universitario dal 1960 al 1964. Tra le aule dell’antica università maturò un metodo di ricerca rigoroso, fondato sullo studio diretto delle fonti, dei manoscritti e della notazione musicale. Erano anni di grande fermento culturale e Gallo intuì che la storia della musica non poteva essere studiata soltanto attraverso le opere dei compositori, ma doveva essere inserita nel più ampio contesto della storia, della società e della cultura europee.
Nel 1964 iniziò il lungo percorso all’Università di Bologna, destinato a durare oltre quattro decenni. Qui la sua figura si impose rapidamente come uno dei punti di riferimento della musicologia italiana. Insegnò Paleografia musicale, Storia della musica medievale e rinascimentale e Storiografia musicale, formando centinaia di studenti e numerosi futuri docenti universitari.
La sua attività andò ben oltre quella dell’insegnante. Promosse nuovi percorsi di ricerca, contribuì allo sviluppo del Dottorato in Musicologia, diresse il Dipartimento di Musica e Spettacolo e successivamente il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali nel campus di Ravenna. Grazie anche al suo lavoro organizzativo, Bologna divenne uno dei principali poli europei degli studi musicologici.


Il contributo scientifico di Franco Alberto Gallo è oggi riconosciuto in tutto il mondo. I suoi studi hanno aperto prospettive nuove nell’interpretazione delle fonti musicali, dei codici manoscritti e della notazione antica. Per lui la musica rappresentava una chiave privilegiata per comprendere la società, la religiosità, l’arte e la cultura delle epoche passate. Una visione moderna che ha influenzato profondamente gli studi successivi.


Le sue pubblicazioni sono ancora oggi strumenti indispensabili per studiosi e studenti. Manuali, monografie e centinaia di saggi testimoniano una produzione scientifica vastissima, sempre caratterizzata da grande chiarezza, rigore e attenzione alle fonti documentarie. Accanto alla ricerca, fu protagonista della vita scientifica internazionale, partecipando ai maggiori congressi e ricoprendo incarichi nelle più importanti associazioni di musicologia. Nel 1966 gli è stata conferita dall’International Musicological  Society la “Dent Medal”, massimo riconoscimento internazionale.
Chi ha avuto la fortuna di essere suo allievo ricorda soprattutto il professore. Dietro l’autorevolezza dello studioso emergeva infatti una persona di grande umanità, disponibile al confronto e capace di incoraggiare i giovani ricercatori. Non imponeva il proprio sapere, ma lo condivideva con discrezione, stimolando curiosità, senso critico e amore per la ricerca.


La scomparsa di Franco Alberto Gallo nel giugno del 2026 ha suscitato unanime cordoglio nel mondo accademico italiano e internazionale. Numerosi colleghi e allievi hanno ricordato non soltanto il valore dello studioso, ma anche quello del maestro, dell’uomo capace di trasmettere passione, metodo e rispetto per il lavoro scientifico.


Per il Veneto rappresenta motivo di legittimo orgoglio sapere che uno dei più importanti musicologi europei del Novecento provenisse da questa terra. Dalle aule dell’Università di Padova ai prestigiosi incarichi ricoperti a Bologna, Franco Alberto Gallo ha costruito una carriera esemplare.
Franco Alberto Gallo, come già detto, apparteneva a una famiglia di solida tradizione culturale. Tutte le notizie di carattere familiare sono state riferite dalla sorella del musicologo: egli era nipote di Ettore Gallo, illustre giurista che fu presidente della Corte Costituzionale (nel prossimo numero di Il Popolo Veneto si parlerà anche di lui). Si tratta di un ricordo di famiglia che, pur non essendo al momento documentato nelle biografie ufficiali, contribuisce a delineare il contesto umano e culturale nel quale maturò la sua formazione.


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