Opportunità di un “invecchiamento attivo” per sconfiggere la solitudine

“Invecchiamento attivo per sconfiggere la solitudine”

Franco PIacentini

L’Unione Europea e i singoli Stati che la compongono dovrebbero prendere in seria considerazione, analizzandone attentamente i suoi effetti patologici, “la solitudine delle persone”, soprattutto quella particolare solitudine degli anziani che si vengono a trovare molto spesso in condizioni di isolamento, di abbandono e di povertà. Con la fine delle “famiglie patriarcali” (sino agli anni Settanta del secolo scorso ben radicate nel contesto rurale veneto) e negli ultimi trent’anni con il restringimento numerico dei nuclei familiari (mediamente due genitori e un unico figlio o figlia), di fatto la persona anziana molto spesso non ha più quell’ancoraggio di umanizzazione con la propria “parentela”, conosciuto e apprezzato dai nostri nonni o dai genitori dei cinquantenni di oggi. Non è possibile portare indietro le “lancette del tempo”, quindi, con grande realismo, bisogna affrontare i cambiamenti sociali epocali tramite scelte politiche che diano serenità alle persone che invecchiamo, legiferando provvedimenti finalizzati a dare “vita agli anni”. 

La solitudine può essere sconfitta accompagnando la persona anziana in programmi e percorsi d’impegno (personale o collettivo) nell’invecchiamento attivo, possibilmente intergenerazionale perché è fondamentale l’incontro di socializzazione: “anziani-giovani” per un welfare generativo di comunità. In Veneto (ma anche in altre zone d’Italia), grazie alla qualificata e strutturata rete delle organizzazioni di volontariato (efficacemente coordinata dai CSV, centri di servizi per il volontariato) e delle associazioni di promozione sociale, moltissimi anziani sono usciti dalla loro solitudine (e dal loro isolamento) e sono entrati nei programmi associativi culturali, nelle azioni di solidarietà e nelle attività di sussidiarietà, partecipando agli incontri di apprendimento permanente. 

Per l’anziano che invece voglia impegnarsi su tematiche di consulenza previdenziale e sociosanitaria, sempre nella nostra realtà regionale, non mancano le opportunità per non farsi ingabbiare dalla solitudine. Le porte del “volontariato sindacale” di Spi, Cgil Fnp, Cisl Uilp, Uil, Pensionati Acli, Associazioni Pensionati ex Lavoratori Autonomi, su richiesta della persona anziana interessata alle tematiche pensionistiche si aprirebbero, ne sono convinto, senza particolari problemi. In tutto questo, e su altri aspetti collegati al superamento della solitudine, buon gioco può avere la Regione Veneto nell’applicazione della propria legge (8 agosto 2017) sulla “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”.     

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