Tra cielo e terra: i luoghi di Padre Pio nello sguardo, rispettoso, di uno scettico

Un libro-testimonianza di Giandomenico Mazzocato

Ho grande stima dell’amico Giandomenico Mazzocato che ho incontrato a Paderno del Grappa come collega della commissione di esami di maturità. Mazzocato è noto romanziere, saggista, poeta, autore di libri famosi come Il delitto della contessa Onigo e di altri, scettico e laico, che si è recato alla tomba di Padre Pio e che ha scritto un articolo per l’Azione di Treviso, dal titolo “Pellegrinaggio a Monte Rotondo dove riposa padre Pio da Petralcina”.

Mazzocato definisce il pellegrinaggio “un viaggio nel sacro, un modo particolare di vedere il sacro. Attorno al santuario, concepito da Renzo Piano, circola ricchezza. Ovvio, in un luogo frequentato in flusso continuo, da molti (non moltissimi) pellegrini. Ma è una devozione fanatica, silenziosa, senza clamore. Lo scrittore assiste alla messa delle 10 dove il celebrante invoca da Padre Pio la pace in un mondo dilaniato dalle guerre. Poi ritorna al tempio al pomeriggio senza folla, descrive il campanile che esprime una religiosità che guarda al cielo, ma racconta la terra. L’altare del tempio è un cuneo che si impianta come un aratro nella terra, apre ferite. È l’immagine del Cristo che ha inciso la storia e l’ha cambiata per sempre donandole nuova fecondità”.

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