No allo spostamento della Madonna di Marghera: una raccolta firme del Comitato

Da settant’anni una presenza amata nel cuore della Città Giardino


Anno 1954: nel cuore di Marghera, in Piazzale Giovannacci venne collocata una statua della Madonna. All’epoca, il quartiere era in forte crescita, popolato da famiglie operaie, emigranti e gente fiera che costruiva un futuro tra fabbriche e case popolari. In quel contesto semplice ma pieno di dignità, la Madonna divenne subito un simbolo: una figura materna, accogliente, sempre presente, che molti cominciarono a salutare ogni giorno al passaggio. La statua venne inizialmente sistemata al centro della rotonda del Piazzale. Col tempo, causa lavori della vasca di accumulo acque, venne spostata più lateralmente, vicino alla fermata del tram, ma senza mai perdere il suo ruolo centrale nella vita della gente. Una presenza quotidiana. Per i Margherini DOC la Madonna era ed è un punto di riferimento: la si guardava mentre si andava al lavoro, la si salutava con un gesto del capo o un segno di croce, la si ricordava durante le festività religiose o nei momenti difficili. In molti la considerano, ieri come oggi, un simbolo d’identità. Anche chi non è religioso prova rispetto verso quella figura che rappresenta il passato, le radici, la fatica e l’orgoglio di una comunità che non ha mai smesso di lottare. La gente di Marghera la vuole rivedere dov’era e com’era. Invece, una di queste ultime mattine, Marghera si è svegliata con una scena inaccettabile: la Madonna ingabbiata, pronta ad essere spostata. Dove? Nessuno lo sa. I cittadini e le cittadine del gruppo storico Margherini Doc pretendono trasparenza e partecipazione. Ci troviamo davanti a una decisione imposta dall’alto, senza alcuna condivisione con la comunità.

Sono anni che i Margherini DOC chiedono che la statua torni dov’era e com’era, nel cuore di Piazzale Giovannacci, da dove è stata allontanata solo per lavori provvisori. Adesso, in due giorni abbiamo già raccolto oltre cento firme sul sito www.petizioni.com. Oggi, senza alcuna comunicazione ufficiale, si eseguono scavi e manovre con il rischio concreto che la Madonna venga relegata in un angolo secondario, fuori luogo dalla sede originaria. La motivazione della “sicurezza” è pretestuosa: la Madonna ha svettato indisturbata per oltre 50 anni al centro di Piazzale Giovannacci, ben visibile e protetta. I problemi sono sorti solo dopo il suo spostamento quanto iniziarono i lavori della grande vasca di accumulo acque.

Marghera merita rispetto. La statua è un simbolo identitario, storico e affettivo della nostra città. Chiediamo che venga ripristinata nella sua sede originaria, su un basamento alto e visibile, come documentano le foto storiche. No a soluzioni calate dall’alto. I cittadini non sono spettatori: sono la città stessa. Pretendiamo che ogni intervento sia trasparente, autorizzato dagli enti competenti e coerente con la storia e la memoria di Marghera. Considerato che la Città Giardino di Marghera è stata ufficialmente dichiarata di “notevole interesse pubblico” dal Ministero dei Beni Culturali (MiBACT 2018), è necessario che si esprima la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Venezia.

Purtroppo questo è l’ennesimo caso di voluta non condivisione da parte della Municipalità. Alla popolazione viene sottratta la partecipazione, lo è sotto gli occhi di tutti per la Madonna di Piazzale Giovannacci come lo è anche per gli immobili di proprietà pubblica della Chiesetta della Rana e della Stasionetta di Piazza Municipio, importanti simboli identitari della storia di Marghera di cui i cittadini – pur essendoci state petizioni e richieste di condivisione – non sanno ancora nulla del loro destino.

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