No all’autonomia differenziata, sì ad un autentico federalismo solidale

L’Italia, in quanto (anche) componente dell’Unione Europea, non ha alcun motivo sociale e nessuna esigenza politica per cancellare la propria consolidata unità nazionale. Le chiare ed esplicite forzature dell’attuale Governo e di una parte del centrodestra, nel riproporre un assetto amministrativo del Paese su una opinabile “Autonomia differenziata”, di fatto fa ritornare l’Italia al 2001 con il disegno di legge sulla “devolution”, con il suo obiettivo di pericolosa spaccatura tra regioni “ricche” e regioni “povere”. Soprattutto per coloro che hanno compiti e responsabilità istituzionali, serietà politica dovrebbe significare l’elaborazione di “riforme costituzionali” condivise da tutti i cittadini. Per questo dovrebbe (deve) essere definitivamente accantonata (cancellata) l’autonomia differenziata. L’Italia, intesa come Governo e Parlamento, con le sue articolazioni territoriali e con il fondamentale ruolo delle rappresentanze sociali, invece di sterili contrapposizioni partitiche, dovrebbe (deve) formalizzare il “Federalismo solidale”. Un assetto federale nel quale autonomie e risorse finanziarie vengano ripartite con equilibrio di solidarietà e nel rispetto dell’articolo 119 della Costituzione, che al comma 1. stabilisce: “(…) assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni, garantendo i principi di solidarietà e di coesione sociale”. Per concretizzare il “Federalismo Solidale” non potrà assolutamente mancare il coinvolgimento delle realtà associative, dei portatori d’interesse, del volontariato, del terzo settore e del sindacato. Ricordo che già nel 2014, a conclusione del proprio congresso regionale, la Cgil Veneto con chiarezza evidenziò e propose come necessaria “: “una revisione del titolo V della Costituzione che, contro un federalismo populista, affermi un Federalismo Solidale in un quadro di unità nazionale”.

Ti potrebbero interessare anche questi articoli

Mantenere vivo il senso critico per preservare la nostra reciproca umanità

Tra le numerose, potenti intuizioni del grande Umberto Eco, una delle più citate è sicuramente quella secondo cui sarebbe stato superfluo, nel mondo a venire (che lui vedeva prendere forma ed è poi diventato, nei decenni recenti, il nostro), conoscere…Continua a leggere →

La lezione di don Luigi Sturzo e le fragilità democratiche del nostro tempo presente

Ottant’anni fa, nel settembre 1946, rientrava in Italia dopo un esilio durato 22 anni don Luigi Sturzo. Un esilio, dovuto al suo impavido antifascismo, trascorso tra Londra, Parigi e New York; una lontananza operosa, in contatto con tutti gli altri…Continua a leggere →

Ettore Gallo, giurista della libertà: il diritto come valore a tutela della dignità umana

Un illustre “figlio adottivo” dalla Campania al Veneto, fino alla presidenza della Corte Costituzionale Tra le figure più autorevoli che il Veneto abbia accolto e fatto proprie nel Novecento spicca certamente Ettore Gallo. La sua fu una vita segnata fin…Continua a leggere →

Limenella, l’astronave di cemento di Bega e Nervi che ha stregato anche EmRata

Abstract Tra Padova e Limena, lungo la A4, c’è un edificio che milioni di automobilisti hanno visto senza forse mai guardarlo davvero: il grande ristorante-ponte di Limenella, costruito tra il 1965 e il 1967 dall’architetto Melchiorre Bega con la collaborazione…Continua a leggere →

Le origini del fascismo a Padova: gli scontri, le violenze e la presa del potere

(Terza parte) Regolarmente i giornali locali – soprattutto “La Provincia di Padova”, naturalmente – parlavano di “orde selvagge” che provocavano i fascisti “inermi”; regolarmente le armi sequestrate erano i fucili da caccia dei contadini; regolarmente i fascisti si dichiaravano vittime…Continua a leggere →