Gli Alpini ed io, cronista e testimone: sessant’anni di articoli e di amicizia
Giusto 60 anni fa scrivevo il primo articolo sulle Penne Nere. Si trattò della recensione al libro di Egisto Corradi La ritirata di Russia (Longanesi editore), pubblicato sul settimanale cattolico della diocesi di Ravenna “L’Argine”.
Non so come, presumibilmente attraverso L’Eco della Stampa, Corradi lesse quel testo e mi scrisse, su carta intestata del “Corriere della Sera”, un sentito ringraziamento, suscitando in me viva meraviglia; infatti, non pensavo di avere scritto grandi considerazioni, tali da meritare un così eloquente ringraziamento. Ma, come capii in seguito, anche fra i giornalisti esistono dei gentiluomini!
Quello è stato il primo di un migliaio di articoli che in questo lunghissimo arco di tempo ho dedicato agli Alpini, apparsi non soltanto sul “Gazzettino,” il giornale della mia vita, ma su tanti altri quotidiani e periodici ai quali ho collaborato: da “L’Osservatore Romano” alla “Gazzetta di Parma”, dal “Giornale di Brescia” alla “Provincia di Como”, da “Il Veltro” a “L’Osservatore Politico Letterario”, da “Libro Aperto” a “Opinioni Nuove”, da “Rotary” al “Messaggero di Sant’Antonio”, da “Il Giornale di Vicenza” alla “Voce di Romagna”, da “L’Eco di Padova” a “L’Occhio”, dal “Piccolo Illustrato” alla “Difesa del Popolo” e via elencando.
Ho pure collaborato al mensile dell’Ana “L’Alpino” (su invito di Vitaliano Peduzzi e durante la lunga direzione di Cesare Di Dato), nonché a numerose testate delle varie sezioni (“Sotto il Castello”, “Fameja Alpina”, “Naja scarpona”, “Alpini di risaia”, “La più bela fameja”, eccetera).
Ho dedicato alle Penne Nere due libri: Alpini di pace (Il Prato Editore, Padova) e Tornare a Nikolajewka (Mup Editore, Parma) e sono stato autore di altre pagine di testimonianza.
Credo essere il giornalista che, in sessanta anni di attività, ha dedicato più articoli alle Penne Nere, alla loro associazione e agli autori che tale “materia” hanno trattato.
È un motivo di grande soddisfazione, se non di fierezza, nella’attività professionale che – superati i miei 85 anni – continuo a svolgere, avendomi il buon Dio concesso (ancora) lucidità di mente, buona memoria, aperture di cuore.
