Il falso mito della superiorità dell’Occidente: alcune considerazioni

(Lettura di Federico Pinaffo)

In margine ad un articolo di Ernesto Galli della Loggia

Un articolo sul Corriere di Ernesto Galli della Loggia ha dato il via ad un ampio e complesso dibattito sulla pretesa superiorità dell’Occidente nei confronti delle altre civiltà e culture. Oggi, scrive Galli, predomina la mentalità che vede, nell’affermazione della superiorità dell’Occidente, il nascere di pericolosi sensi di supremazia, di nazionalismi aggressivi o inconsapevoli razzismi. Secondo lui, solo l’Occidente conosce la storia. Una specie di ammonimento nei riguardi dei progressisti e dei sostenitori del “politicamente corretto”.

Dopo aver messo al bando il patriottismo nazionale, osserva ancora Galli, si vuole cancellare anche il patriottismo culturale. Tutto deve essere azzerato perché l’unico patriottismo ammissibile nelle nostre società è il patriottismo costituzionale. Pochi sanno che nel 604 d. C. il principe giapponese Shotoku introdusse la “Costituzione dei 17 articoli”, in cui si legge che le decisioni importanti non devono essere prese da un solo uomo ma da più persone. Allora – precisa l’autore dell’articolo – ci deve essere una buona ragione storica, se noi oggi conosciamo le dottrine di Rousseau e non la Costituzione dei 17 articoli di Shotoku. Ai progressisti Galli ricorda le parole di Erodoto nei confronti degli altri popoli: “Ogni anno mandiamo le nostre navi. Rischiando le nostre vite e spendendo molto denaro, fin sulle coste dell’Africa per chiedere: Chi siete? Quali sono le vostre leggi? Qual è la vostra lingua? Loro non hanno mai mandato una nave per chiederlo a noi”. 

Ma bisogna precisare che le ragioni ideali e culturali che spingevano i Greci a confrontarsi cogli altri popoli non impedivano loro di sfoderare le armi, ammazzare chi tentava di fermarli nel loro obiettivo di fondare nuove colonie in tutto il Mediterraneo. È noto che le invasioni di altri popoli avvengono non per motivi filosofici e ideali, ma per ragioni strettamente economiche. In tutto il pianeta si sta diffondendo la cultura occidentale, basata sui principi del rispetto alla donna e del diritto della felicità, ma non si possono condividere le teorie di Galli che “solo l’Occidente conosce la storia”, il che ipotizza una specie di giustificazione del razzismo di tutti i tempi. Lo provano le intollerabili parole del ministro della difesa israeliano che, mentre toglieva acqua, cibo, elettricità e benzina ai civili palestinesi della Striscia di Gaza, proclamava al mondo: “Stiamo combattendo con animali umani e agiamo di conseguenza”. Parole indecenti nelle quali, come si è scritto, c’è un’idea razzista di supremazia nei confronti di tutto ciò che è altro da sé, compresa la subdola concezione di avere “una superiorità morale” così forte al punto da imporre “di fatto una superiorità della razza bianca ricca”. Da qui si capisce la mentalità colonialista del generale israeliano, la stessa con cui si sono giustificate le invasioni in Africa che vedevano i negri equiparati a popoli inferiori, e questo spiega il motivo per cui gli occidentali sono i popoli più odiati della terra.                       

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