“Un albero sul tetto”: una poesia ispirata alla storia e al recupero dell’Oratorio di Cervarese Santa Croce

La cara amica Lida de Polzer è nota ai nostri lettori per i suoi articoli tra storia, emozione e memoria, ma è anche affermata e stimata poeta, autrice di diversi libri e premiata in moltissimi concorsi letterari. Tra questi il “Premio Montemerlo”, ideato e organizzato da Giacomo Luzzagni, la cui cerimonia tra il 1999 e il 2001 trovò sede proprio nell’oratorio di Cervarese, a quel tempo da poco rinnovato e sulla cui ristrutturazione Alberto Espen scrisse il saggio pubblicato su Il Popolo Veneto nel mese di dicembre. A quel monumento Lida de Polzer dedicò una poesia che, dice, da allora “non ho smesso di amare” e che ci invia quale omaggio all’estensore dell’articolo: a noi sembra veramente bella, oltre che evocativa di ricordi in parte anche nostri, e siamo felicissimi di offrirla ai nostri lettori.

Un albero sul tetto

Muschi e licheni

ho accarezzato sulle piante antiche

del campanile

in alto un orologio senza ore

dilata il tempo in nostalgia di eterno.

Una bianca farfalla esita in volo

se penetrare il buio d’una bifora

dai vetri rotti, o candida e silente

rinfrescare col soffio della grazia

la scarna dignità della bellezza.

C’è un albero sul tetto della chiesa

e un’erba gialla, stesa

con materna dolcezza a protezione

di tegole sconnesse sul transetto.

Sulla facciata, a lato d’un portale

che lontane stagioni hanno vestito

d’ombra e di vento

una croce di legno e di licheni

parla di spoglie verità, d’un nudo

silenzio dalle braccia spalancate.

Non lasciate che muoia. Ma serbate

l’alfabeto dei secoli, l’austera

voce della sua storia.

Nessun presente ha mani così calde

come una chiesa dai capelli bianchi.

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